QUESTO SITO UTILIZZA ALCUNI "COOKIE": VUOI SAPERNE DI PIU'?   

Quando la parità di genere è un'occasione di sviluppo


Quando la parità di genere è un
Non solo equità retributiva e assenza di discriminazioni in sede di assunzione, il gruppo Cofra si aggiudica la certificazione Uni PdR 125 e ne approfitta per lavorare sul clima aziendale e sui benefit. Ne parla la responsabile delle risorse umane, Ilaria Albertini
“È un argomento al quale teniamo molto e, per questo, abbiamo deciso di impegnarci per sensibilizzare e diffondere buone prassi su questo tema”. Sono le parole che Roberto Savini, presidente di Cofra, dedica alla Certificazione di Parità di Genere - Uni PdR 125 ottenuta dal gruppo romagnolo lo scorso dicembre. Cofra è una realtà nata oltre 50 anni fa a Faenza che conta oggi 490 lavoratrici e lavoratori, di cui il 75% circa sono anche soci. A raccontare come la realtà titolare di 12 supermercati a marchio Conad, 1 PetStore e 2 punti vendita a marchio Bricofer si sia aggiudicata l'innovativa certificazione è Ilaria Albertini, responsabile risorse umane del gruppo.

La Uni PdR è una certificazione volontaria, cosa vi ha spinto ad avviare il percorso per ottenerla?

“La Certificazione di Parità di genere è volontaria ma appena abbiamo saputo della sua esistenza ci siamo attivati con una società di consulenza per ottenerla. Un po' perché, per come intendiamo il lavoro in Cofra, la sentiamo particolarmente vicina e un po' perché accresce la trasparenza della struttura e incentiva una parità di genere effettiva, che si riverbera nella società”.

Quando avete analizzato i vostri processi interni cosa avete scoperto?

“C'è stata soddisfazione. Siamo riusciti a far emergere i nostri processi virtuosi, a standardizzarli e renderli trasparenti. In più abbiamo aperto un dialogo efficace e costruttivo con le lavoratrici e i lavoratori”.

Come si è svolto il percorso?

“Abbiamo istituito un comitato per la parità di genere, formato da 6 persone dell'azienda nominate dal consiglio di amministrazione. Grazie al lavoro del comitato e alla collaborazione dei vari uffici e punti vendita abbiamo introdotto degli strumenti che misurano le attività dal punto di vista qualitativo e quantitativo. Grazie a questi strumenti siamo in grado di misurare tutto: dalle procedure di colloquio ai percorsi di carriera, dalle retribuzioni alle procedure in caso di maternità e paternità. Il comitato, in carica per tutto il mandato, avrà poi il compito di valutare anche eventuali segnalazioni anonime su comportamenti che violino la parità di genere o abbiano connotati discriminatori”.

Ha parlato di analisi delle procedure di colloquio, che cosa significa?

“I colloqui per l'assunzione di nuovo personale sono una delle fasi più delicate e dove, potenzialmente, il rischio di fare discriminazioni è più alto. In Cofra misuriamo tutto: come vengono analizzati i curriculum, quali sono le procedure di colloquio, quali domande vengono fatte in sede di colloquio. Inoltre teniamo costantemente monitorate quante donne e quanti uomini assumiamo con l'intento di non essere discriminatori anche nei fatti. Le stesse cose vengono mappate anche nei percorsi di carriera”.

Come è avvenuta l'analisi delle retribuzioni?

“Abbiamo suddiviso le lavoratrici e i lavoratori in base alle mansioni, e analizzato nel dettaglio le retribuzioni sulla base di alcuni criteri di riferimento forniti dalla certificazione. Siamo molto orgogliosi di poter affermare che in Cofra non ci sono differenze retributive tra donne e uomini”.

Prima ha fatto riferimento al dialogo con le lavoratrici e i lavoratori, in che modo avviene questo confronto?

“In prima battuta abbiamo introdotto un'ora di formazione obbligatoria sul tema della parità di genere, che verrà collegata alle formazioni periodiche del personale, per fare in modo che questo tema resti sempre attenzionato. In più abbiamo diffuso alle lavoratrici e ai lavoratori un questionario relativo al benessere organizzativo, contenente alcune domande riferite non solo alla parità di genere ma anche al clima interno, al lavoro di squadra, alla percezione dei propri responsabili di area e reparto. Dei risultati emersi ne abbiamo parlato poi con i capi reparto e i referenti dei punti vendita, per arrivare a un continuo miglioramento ed eventualmente attivare azioni correttive. Il questionario è completamente anonimo e verrà ripetuto ogni anno”.

Ci sono altre azioni che avete intrapreso per sostenere la parità di genere?

“Abbiamo lavorato sulla genitorialità introducendo una ‘parental policy' interna, ossia un documento che contiene le linee guida da seguire dal momento in cui si sa che un lavoratore o una lavoratrice è in attesa. Abbiamo previsto congedi ulteriori per i papà, per consentire loro di vivere anche il periodo precedente alla nascita e quindi seguire i corsi preparto e le visite mediche. E lo abbiamo previsto sia per i genitori che adottano e sia nel caso di famiglie omoparentali. Tra le altre cose abbiamo organizzato anche un regalo di nascita contenente prodotti in distribuzione presso i punti vendita di Cofra per tutti i neo genitori”.


Indietro   Stampa