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Cultura, turismo e sport per un nuovo Welfare


Cultura, turismo e sport per un nuovo Welfare
 Di Chiara Laghi Presidente di Cultura turismo e Sport Confcooperative ER
 Riflettere sul futuro della cultura oggi, ma anche del turismo è dello sport, è un esercizio sempre più complesso che deve necessariamente tenere conto di scenari in continua evoluzione. 
Il futuro, per sua stessa natura, ha sempre avuto in sé elementi imprevedibili, ma questi ultimi anni hanno mostrato come progettazioni e programmi debbano essere capaci di cambiamenti rapidi, integrazioni e nuove visioni. 
Il bisogno di costruire alternative per lo sviluppo dei nostri territori deve necessariamente vedere protagonisti, insieme, privati e pubbliche amministrazioni e tutti i soggetti che concorrono alla costruzione delle comunità in cui viviamo. In questo la legislazione e le possibilità aperte dal Pnrr rappresentano una grande opportunità che non possiamo sprecare. 
Inutile negare che le nostre cooperative oggi sono affaticate da due anni di chiusure e restrizioni, a cui si aggiungono l'aumento dei costi e il cambiamento delle abitudini di consumo che inevitabilmente la pandemia ha lasciato come conseguenza. 
Possiamo però affermare che gli anni di pandemia hanno accelerato processi già in corso, rendendo evidenti le difficoltà di un sistema. A quasi 2 anni dal primo lockdown in cui i settori culturali, sportivi e turistici sono stati chiusi, si stanno ancora cercando nuove modalità e forme per tornare ad essere protagonisti dello sviluppo dei nostri territori. Alla pandemia si è sommata una terribile situazione internazionale, che porta con sé una crisi energetica ed economica che impatta pesantemente su molte delle nostre realtà cooperative. Temiamo che a queste si aggiunga una contrazione dei consumi nei nostri settori sul lungo periodo, alla quale dobbiamo trovare soluzioni oggi. 
Dobbiamo avere la forza di affrontare le difficoltà sistemiche: dal tema del lavoro culturale e sportivo, all'economia sommersa diffusa nei nostri settori - che, anche se non è un tema del mondo cooperativo, concorre inevitabilmente alla definizione del mercato -, dai vuoti normativi ancora presenti alla fragilità delle piccole e micro imprese, fino ad arrivare alla rivendicazione del ruolo sociale e sanitario che cultura, sport e turismo rappresentano in termini di prevenzione. 
Forse si parla ancora troppo poco dell'impatto che i nostri settori producono sulla società oltre la stretta attività che vede impegnate le nostre imprese quotidianamente. In termini sanitari è più evidente il ruolo dello sport: tutti ormai sappiamo che una regolare attività fisica aiuta la prevenzione di determinate malattie, eppure c'è ancora molto da fare per vedere riconosciuta appieno questa funzione. Non possiamo, inoltre, dimenticare anche quanto l'attività sportiva sia strumento di inclusione, crescita personale, definizione di regole sociali. Così anche la cultura andrebbe inserita in un sistema di welfare culturale che ne riconosca la funzione di inclusione e coesione sociale, ma anche sanitaria, come sostenuto dall'Oms già in periodo pre-pandemico. 
Le sfide che ci aspettano sono decisamente impegnative, affrontarle ci consentirà di ritornare ad essere veri protagonisti della crescita delle nostre comunità.

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