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	<title>In evidenza Archivi - InPiazza</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 16 Oct 2026 10:09:02 +0000</lastBuildDate>
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	<title>In evidenza Archivi - InPiazza</title>
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		<title>Verso un sistema che unisce gli enti dell’economia sociale</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/politica-economia/verso-un-sistema-che-unisce-gli-enti-delleconomia-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2026 10:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Politica / Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Intervista all’avvocato Gabriele Sepio, a capo del comitato scientifico del primo Festival nazionale dell’Economia Sociale (Forlì 12-14 novembre 2026)</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’economia sociale è un sistema che in Italia unisce cooperazione, Terzo Settore, sport ed enti religiosi, un modello capace di creare valore economico mettendo al centro la persona e le comunità. All’indomani della pubblicazione del Piano nazionale dell’Economia Sociale e a poco più di un mese dal primo Festival dell’Economia Sociale di Forlì (12-14 novembre 2026), ne analizza prospettive e contenuti l’avvocato Gabriele Sepio, tra i principali artefici del provvedimento e a capo del comitato scientifico del festival forlivese.</p>
<p><strong>Quale sarà il fulcro del Festival dell’Economia Sociale e perché è stata scelta la Romagna?</strong></p>
<p>“Il Festival metterà insieme il vasto ecosistema dell’economia sociale italiana, rappresenta un momento di incontro e riflessione che segue la pubblicazione del Piano nazionale dell’Economia Sociale varato a luglio 2026 dal Governo. Ciò che vogliamo fare è accompagnare un processo di scambio, confronto e analisi sugli obiettivi del Piano, che prevede misure per valorizzare e promuovere l’economia sociale in Italia. La Romagna è il punto di partenza di questo viaggio: una terra che storicamente genera economia sociale. Sarà un evento all’interno della città e la città stessa sarà parte del Festival, in una sorta di contaminazione aperta”.</p>
<p><strong>In che modo il Piano nazionale genererà valore? </strong></p>
<p>“Passando ‘dalla complessità al sistema’. Il riferimento è alle teorie di Edgar Morin, filosofo scomparso quest’anno, definito il filosofo della complessità. Raccontava che da quando abbiamo iniziato a distinguere il sapere in tante categorie abbiamo perso la visione della complessità dell’uomo. Per comprendere dobbiamo quindi mettere insieme contesti differenti e guardare al sistema”.</p>
<p><strong>Cos’è l’economia sociale in Italia e qual è l’obiettivo del Piano?</strong></p>
<p>“L’economia sociale non è una parte residuale né diversa dell’economia ma è, a tutti gli effetti, economia. Ha regole diverse, ma vive in un contesto economico. Il valore dell’economia sociale è spesso latente e non si misura con le regole standard ma si esprime attraverso la mutualità e la reciprocità. Come dice l’Unione Europea gli enti dell’economia sociale si fondano sul primato della persona e sui suoi bisogni; sul carattere non lucrativo; sullo svolgimento di attività di interesse generale e collettivo; sulla spinta mutualistica e la governance partecipata. In Italia questo perimetro si sviluppa su quattro grandi pilastri: cooperazione, Terzo Settore, sport ed enti religiosi, cooperazione sociale e fondazioni di origine bancaria. Categorie spesso concepite e considerate come modelli autonomi. Il Piano nasce per riconoscere questi organismi e la loro complessità e, allo stesso tempo, per fare di questa complessità un sistema, sviluppando gli strumenti che servono a valorizzare questi modelli che non rispondono alle consuete logiche del mercato”.</p>
<p><strong>Cosa cambierà con il Piano?</strong></p>
<p>“Il Piano si propone di superare alcuni steccati, a partire dall’accesso alle risorse, perché ancora oggi gli enti non profit scontano uno svantaggio nell’accesso al credito a causa di vecchi retaggi. È fondamentale rivedere le norme, ci sono tante regole da riscrivere. Pensiamo al procurement pubblico: il sistema della Pubblica amministrazione non può continuare a basarsi sulle regole del massimo ribasso. Occorre superare gli aspetti che penalizzano l’economia sociale e stabilizzarne il sistema. La sottosegretaria Lucia Albano ha coordinato le attività e fatto un grande lavoro. C’è la prospettiva di costituire un primo ufficio dedicato all’economia sociale presso il Ministero dell’Economia: un passaggio importante affinché l’economia sociale occupi un posto stabile nel nostro sistema, a partire dalla prossima Legge di Bilancio”.</p>
<p><strong>In Emilia-Romagna l’economia sociale è entrata nel nuovo Patto regionale per il lavoro e il clima. È un atto funzionale all’attuazione del Piano nazionale?</strong></p>
<p>“È auspicabile che le singole regioni possano abbracciare l’economia sociale e creare esse stesse misure adeguate alle peculiarità dei singoli territori. Con il Piano nazionale abbiamo contribuito ad alimentare il dibattito pubblico; ciò che è fondamentale è che le regioni coordinino le proprie attività con il Piano”.</p>
<p><strong>L’economia sociale dà lavoro a oltre 1,5 milioni di persone in Italia e conta 4 milioni di volontari…</strong></p>
<p>“Il volontariato è una gamba importante dell’economia sociale: attraverso i 4 milioni di volontari il tema dell’economia sociale dialoga con i cittadini, le imprese e le istituzioni. L’Italia, con la Riforma del Terzo Settore, ha svolto un ruolo di apripista in Europa valorizzando il ruolo del volontario e attribuendogli valore economico”.</p>
<p><strong>Qual è la prima misura urgente di cui hanno bisogno le imprese che fanno economia sociale?</strong></p>
<p>“C’è bisogno di riconoscimento e di stabilizzare le misure affinché non diventino estemporanee. Vogliamo misure di sistema a partire dalle risorse: disponibilità, accesso al credito e una fiscalità che guardi alle peculiarità di questo sistema. Non eccezioni o deroghe, ma regole diverse. Lo stesso vale per i rapporti con la Pubblica amministrazione: le istituzioni devono riconoscere l’economia sociale al proprio interno. Il Piano getta le radici per costruire un Paese dove l’economia sociale diventa protagonista”.</p>
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		<title>Faenza si accende con il festival della comunità educante</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/sociale/faenza-si-accende-con-il-festival-della-comunita-educante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 09:59:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Faenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una settimana di incontri, laboratori e riflessioni collettive per esplorare il tema della pace e della corresponsabilità educativa a cura della cooperativa sociale Kaleidos </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È in pieno svolgimento la <strong>sesta edizione del Festival della Comunità Educante</strong>, l&#8217;appuntamento che <strong>fino al 18 ottobre anima Faenza</strong> e diversi comuni del territorio circostante. Promossa dalla <strong>cooperativa sociale Kaleidos</strong> insieme a una rete di realtà locali e nazionali, la manifestazione ha scelto quest&#8217;anno il tema <strong>&#8220;Capaci di pace &#8211; Con sé stessi, gli altri, il creato</strong>&#8220;, declinandolo attraverso <strong>incontri</strong>, <strong>laboratori</strong>, <strong>mostre</strong> e momenti di <strong>riflessione collettiva</strong> aperti a tutta la cittadinanza.</p>
<p>Il programma di questa edizione offre<strong> spazi di confronto pensati per genitori, insegnanti, educatori e famiglie</strong>, affrontando le questioni quotidiane legate alla <strong>crescita, alle relazioni e all&#8217;ascolto reciproco</strong>. Tra le iniziative in corso trovano spazio installazioni ludico-educative, tavole rotonde e approfondimenti sul dialogo interreligioso, oltre a percorsi di educazione civica e ambientale che coinvolgono direttamente le scuole e i giovani del territorio.</p>
<p><strong>Tutte le informazioni sul programma, giorno per giorno, a questo link <a href="http://festivalcomunitaeducante.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer nofollow">festivalcomunitaeducante.it</a></strong></p>
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		<item>
		<title>LA BCC ha promosso un convegno sulla consulenza patrimoniale</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/credito/bcc-convegno-consulenza-patrimoniale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Oct 2026 08:08:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Imola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'evento, promosso con BCC VITA e KLEROS, ha approfondito strategie e strumenti di tutela per garantire stabilità e continuità al tessuto imprenditoriale locale</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto l’8 ottobre presso la Sala Conferenze Ayrton Senna dell’Autodromo di Imola il <strong>convegno</strong>, ampiamente partecipato, promosso dalla <strong>BCC ravennate, forlivese e imolese</strong> in collaborazione con BCC VITA e KLEROS, dedicato alle tematiche della <strong>consulenza patrimoniale</strong>.</p>
<p>Il convegno si inserisce, come ricordato in apertura dei lavori dal Presidente della BCC ravennate forlivese e imolese <strong>Giuseppe Gambi</strong>, nell’ambito delle iniziative informative previste per gli imprenditori che affrontano il passaggio generazionale nonché ai consulenti che assistono le imprese in tutte le fasi del ciclo di vita. “Accompagnare il passaggio generazionale nelle aziende del nostro territorio in modo pianificato con il supporto di specialisti del settore rappresenta una priorità per la Banca. Garantire continuità e stabilità al tessuto economico imprenditoriale favorisce lo sviluppo sostenibile della nostra comunità.”</p>
<p>Al centro degli interventi la relazione di <strong>Massimo Perini</strong>, Avvocato Patrimonialista Partner Kleros srl, società specializzata in consulenza patrimoniale, che ha descritto, attraverso l’analisi di casi specifici i diversi percorsi attivabili, a partire da una situazione di fatto: nel contesto italiano la propensione alla pianificazione patrimoniale è molto più bassa rispetto al contesto europeo. È quindi importante non solo attenzionare il tema, ma anche affidarsi ad esperti del settore perché le implicazioni nella gestione interessano sia ambiti del diritto di famiglia e delle successioni, sia tematiche fiscali e di tutela del patrimonio. <strong>Francesco Grimoldi</strong>, Wealth Manager di Iccrea Banca e <strong>Luigi Lauria</strong>, Sales Specialist BCC Vita, hanno inoltre fornito una breve guida alla pianificazione successoria e agli strumenti offerti del Gruppo per proteggere il patrimonio e le persone.</p>
<p><strong>Marco Secci</strong>, Vice Direttore e Direttore Business della BCC, ha infine illustrato la consulenza offerta dai servizi specialistici della Banca: il Servizio Corporate ed il Servizio Private. La rete di gestori è continuamente formata per esprimere un servizio di consulenza professionalmente qualificato ed innovativo ed essere punto di riferimento per la clientela.</p>
<p>I partecipanti al convegno, inoltre, hanno vissuto un’esperienza immersiva presso l’autodromo con una visita guidata “Tour &#8211; Dietro le quinte” attraverso i paddock, la race control e la postazione podio.</p>
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		<title>L&#8217;inclusione di CavaRei vola a Tokyo</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/sociale/linclusione-di-cavarei-vola-a-tokyo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 10:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cinque ragazzi del progetto “Chicchiamo” della cooperativa forlivese parteciperanno a un'esperienza di autonomia in Giappone</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">È stato presentato ieri dalla cooperativa sociale <strong>CavaRei di Forlì il viaggio a Tokyo</strong> in programma dal <strong>22 al 29 ottobre</strong>, che vedrà protagonisti i <strong>cinque giovani coinvolti nei percorsi di inclusione lavorativa di CavaRei</strong>: Ciro, Kyrylo, Gabriele, Marco e Matteo.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’esperienza in <strong>Giappone</strong> sarà una vera e propria <strong>testimonianza del modello di inclusione sociale e lavorativa di CavaRei</strong>, fondato sulla valorizzazione delle capacità, dei talenti e dell&#8217;autonomia delle persone con disabilità. Grazie al supporto del Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, i ragazzi del progetto Chicchiamo saranno infatti <strong>impegnati in attività di accoglienza e servizio nell&#8217;ambito di un importante evento</strong> ospitato dall&#8217;ambasciata italiana a Tokyo, trasformando questa opportunità in un percorso di crescita personale e professionale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">«Questo viaggio non è soltanto una trasferta internazionale, ma la dimostrazione che <strong>l&#8217;inclusione può generare opportunità reali</strong>, esperienze professionali e nuove prospettive di autonomia &#8211; ha affermato <strong>Maurizia Squarzi, presidente di CavaRei</strong> -. Per CavaRei è una conferma della <strong>fiducia che le famiglie ripongono</strong>, affidandoci i loro figli per un’esperienza che vivranno dall’altra parte del mondo. Anche la risposta della comunità alla raccolta fondi è un segno di fiducia riposta nel nostro operato».</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per rendere possibile questa avventura internazionale, CavaRei, ha attivato una <strong>campagna di raccolta fondi su Produzioni dal Basso</strong>,  prima piattaforma italiana di crowdfunding e innovazione sociale, con il sostegno di Associazione Itasolidale ETS.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La cooperativa ha inoltre ottenuto il supporto di <strong>Fondo Sviluppo Spa</strong>, fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo cooperativo di <strong>Confcooperative</strong>, e di <strong>Cna</strong> Forlì Cesena.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tra le iniziative di raccolta fondi già avviate è stata presentata anche la collaborazione con la <strong>concessionaria Ford del Gruppo Ferri</strong>, che nelle giornate del 16 e 17 ottobre trasformerà ogni test drive effettuato presso la sede di via Nicola Sacco a Forlì in un gesto di solidarietà. Per ogni prova su strada, infatti, Ford donerà 30 euro a sostegno del viaggio, fino a un massimo di 6.000 euro.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>La cooperativa ha inoltre rinnovato il proprio appello a cittadini, imprese e realtà del territorio affinché sostengano la campagna di raccolta fondi</strong> e contribuiscano a trasformare questo progetto in un&#8217;opportunità condivisa da tutta la comunità.</span></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Rimini: TTG al via, Confcooperative presente con 50 cooperative</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/politica-economia/rimini-ttg-al-via-confcooperative-presente-con-50-cooperative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 09:18:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica / Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Rimini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Confcooperative Romagna-Estense sarà presente dal 14 al 16 ottobre al Padiglione A3 con il Centro Turistico Cooperativo nazionale</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/politica-economia/rimini-ttg-al-via-confcooperative-presente-con-50-cooperative/">Rimini: TTG al via, Confcooperative presente con 50 cooperative</a> proviene da <a href="https://www.inpiazzanews.it">InPiazza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 14 al 16 ottobre 2026 Rimini Fiera</strong> ospita il <strong>TTG Travel Experience</strong>, la principale manifestazione B2B in Italia per il turismo. <strong>Confcooperative Romagna-Estense</strong> sarà presente al <strong>Padiglione A3 (stand 222-320)</strong> all’interno dello spazio del <strong>Centro Turistico Cooperativo nazionale</strong> e accanto alle proprie associate del territorio: i tour operator <strong>Ways2Italy</strong> e <strong>Caravantours</strong> e le realtà dell’accoglienza <strong>Promozione Alberghiera</strong> e <strong>Promhotels</strong>.</p>
<p>«Il TTG è una manifestazione in continua crescita e si colloca oggi tra le più importanti fiere europee dedicate al mercato professionale del turismo &#8211; sottolinea <strong>Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense</strong> -. Per il sistema cooperativo si tratta di un <strong>comparto prioritario e che ci vede impegnati in attività di progettazione e supporto</strong>, soprattutto in questa fase di grande <strong>evoluzione del turismo di riviera legata anche all’impatto della direttiva Bolkestein</strong>. Il nostro territorio, tra l’altro, esprime realtà cooperative di primo piano nei servizi turistici, imprese fondamentali per la qualità dell’offerta e per l’economia locale».</p>
<p>La manifestazione riminese, riservata agli operatori del settore (tour operator, agenzie, strutture ricettive, vettori ed enti del turismo), si svolgerà presso la <strong>Fiera di Rimini da mercoledì 14 a venerdì 16 ottobre 2026</strong>. All’interno del quartiere fieristico la presenza cooperativa sarà organizzata sia a livello nazionale che locale. Presso il <strong>Padiglione A3 (stand 222-320)</strong> sarà allestito lo spazio del <strong>Centro Turistico Cooperativo</strong>, la società di sistema di Confcooperative che rappresenta <strong>oltre 1.000 realtà cooperative</strong> che si occupano di turismo, a cui si sommano numerose cooperative agricole e sociali che erogano servizi di accoglienza e ricettività.</p>
<p>«È il terzo anno che Confcooperative Cultura Turismo Sport è presente in fiera e quest’anno sono <strong>oltre 50 le cooperative</strong>, provenienti da tutta Italia, che saranno a Rimini &#8211; racconta <strong>Otello Cenci</strong>, <strong>presidente di Cultura Turismo Sport Confcooperative Emilia-Romagna</strong> -. Nello spazio del Centro Turistico Cooperativo sarà presente un’area speech e, ovviamente, un’area incontri».</p>
<p>«Il turismo cooperativo propone un <strong>modello autentico, esperienziale e generativo</strong> &#8211; aggiunge <strong>Cenci</strong> -. Una visione del turismo basata sull&#8217;incontro tra le persone, capace di produrre non solo valore economico ma anche <strong>benessere per la comunità</strong>. Oggi che l’Europa ci chiede di puntare tutto sull’economia sociale<strong>, anche in questo settore la cooperazione può fare la differenza perché è già organizzata in modo da valorizzare l’aspetto umano, valoriale e sostenibile anche in campo turistico</strong>. Pensiamo, ad esempio, ai nostri borghi dell’Appennino che grazie alla cooperazione diventano mete turistiche, pensiamo alle idee nate in seno alla cooperazione per riportare attrattività e vivibilità a interi quartieri, anche nella città di Rimini. In quest’ottica, <strong>occasioni di relazione e scambio come il TTG Rimini sono irrinunciabili per il nostro sistema</strong>».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/politica-economia/rimini-ttg-al-via-confcooperative-presente-con-50-cooperative/">Rimini: TTG al via, Confcooperative presente con 50 cooperative</a> proviene da <a href="https://www.inpiazzanews.it">InPiazza</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Forlì il primo Festival dell&#8217;Economia Sociale</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/territorio/forli/a-forli-il-primo-festival-delleconomia-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 13:28:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Politica / Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 12 al 14 novembre il confronto nazionale su un settore che pesa l'8% del Pil in Europa</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.inpiazzanews.it/territorio/forli/a-forli-il-primo-festival-delleconomia-sociale/">A Forlì il primo Festival dell&#8217;Economia Sociale</a> proviene da <a href="https://www.inpiazzanews.it">InPiazza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà a <strong>Forlì dal 12 al 14 novembre </strong>la <strong>prima edizione del Festival dell&#8217;Economia Sociale </strong>promossa dalla <strong>Fondazione Economia Sociale</strong> costituita da (<strong>Confcooperative, E-Ius e Terzjus</strong>). Il primo appuntamento nazionale dedicato all&#8217;economia sociale: cooperazione, enti del Terzo settore, enti sportivi dilettantistici ed enti religiosi, insieme al credito cooperativo, alle fondazioni di origine bancaria e alla filantropia. &#8220;Un Piano che genera valore. Dalla complessità al sistema&#8221; è il pay off della tre giorni di dibattito tra istituzioni, politica mondo della ricerca, della rappresentanza e delle imprese.</p>
<p>&#8220;L&#8217;economia sociale, prima ancora che sociale, è economia. Non è un settore che compensa o che affianca il mercato: è una componente stabile del sistema economico del Paese, che completa le possibilità di sviluppo e di benessere di una nazione&#8221;, dichiarano <strong>Maurizio</strong> <strong>Gardini</strong>, presidente di <strong>Confcooperative</strong>; il direttore scientifico del festival <strong>Gabriele</strong> <strong>Sepio </strong>di<strong> E-Ius</strong> e <strong>Luigi</strong> <strong>Bobba</strong>, presidente di <strong>Terzjus</strong>. La sfida è passare dal riconoscimento culturale alla costruzione di un sistema di politiche pubbliche capace di accogliere la complessità e le peculiarità di questi organismi, valorizzandone le differenze.</p>
<p>L’iniziativa nasce dal Piano d&#8217;azione nazionale per l&#8217;economia sociale, con cui l&#8217;Italia ha dato seguito alle linee tracciate in questi anni dall&#8217;Unione europea. Il Festival si propone come sede di confronto tra istituzioni nazionali ed europee, organismi di rappresentanza, mondo accademico e della ricerca, imprese e cittadini.</p>
<p>In Europa l&#8217;economia sociale rappresenta <strong>l’8% del PIL</strong> conta <strong>3 milioni di imprese e 13,8 milioni di lavoratori</strong>, di cui 4,7 milioni occupati nelle cooperative. In Italia le <strong>60mila cooperative</strong> danno lavoro a <strong>1,3 milioni di persone</strong> e da sole rappresentano l&#8217;<strong>8% del Pil</strong>. Si tratta di un&#8217;infrastruttura portante dell&#8217;economia italiana, perché non delocalizza: vive e opera sui territori.</p>
<p>Nell&#8217;economia sociale rientrano tutte quelle imprese che mettono al centro le persone e il territorio, non il profitto da distribuire: cooperative, imprese sociali, società di mutuo soccorso, mutue assicuratrici, fondazioni, associazioni e realtà del privato sociale. Hanno forme diverse e un tratto comune: producono valore economico e lo reinvestono in funzione dell&#8217;interesse collettivo e della mutualità<strong>. È un ecosistema che l&#8217;Unione europea ha incluso tra i 14 ecosistemi imprenditoriali e industriali strategici per l’Europa</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.inpiazzanews.it/territorio/forli/a-forli-il-primo-festival-delleconomia-sociale/">A Forlì il primo Festival dell&#8217;Economia Sociale</a> proviene da <a href="https://www.inpiazzanews.it">InPiazza</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bondeno, 30 anni di Centro Airone</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/territorio/ferrara/bondeno-30-anni-di-centro-airone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 10:00:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Bondeno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Venerdì 9 si è svolta una serata di festeggiamenti al centro Dillingen per il compleanno del servizio realizzato dalla cooperativa sociale Serena di Ferrara</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.inpiazzanews.it/territorio/ferrara/bondeno-30-anni-di-centro-airone/">Bondeno, 30 anni di Centro Airone</a> proviene da <a href="https://www.inpiazzanews.it">InPiazza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei giorni scorsi il centro Dillingen di Bondeno ha festeggiato il centro socio riabilitativo Airone, il servizio realizzato dalla cooperativa sociale Serena e destinato alle persone con disabilità. L’incontro ha aperto la mostra diffusa “30 anni di Airone. Una comunità che include”, visitabile fino al 13 ottobre in occasione della Fiera di Ottobre.</p>
<p>Dopo i saluti istituzionali, è intervenuta <strong>Angela Dianati, coordinatrice del Centro,</strong> con “L’inclusione cammina sempre”, seguita dalle testimonianze dei familiari, dalla presentazione della mostra e da un aperitivo.</p>
<p>Il racconto di Airone comincia il 2 settembre 1996 nelle ex scuole di Salvatonica, come primo e unico servizio di questo tipo nel territorio bondenese. Il nome fu suggerito dagli aironi che si vedevano lungo l’argine del cavo Napoleonico, ed è diventato anche il logo del centro. Da allora il centro ha cambiato sede più volte: nel 2011 il trasferimento a Bondeno, a Casa Bottazzi, poi il terremoto del 2012, gli anni a Ospitale, la pandemia e il ritorno a Casa Bottazzi nel 2023. In tutte queste fasi ha continuato a costruire rapporti con scuole, associazioni, volontari e commercianti. Tra le esperienze più recenti, il progetto “Serra” con l’istituto Carducci.</p>
<p>Le trenta fotografie in mostra, dal 1996 a oggi, ripercorrono questa storia di persone e relazioni, tra laboratori con i bambini, tornei di bocce, cene in piazza, feste e momenti di vita quotidiana in città.</p>
<p>«Descrivere L’Airone significa parlare di una grande famiglia che, nel corso di trent’anni di storia, ha ospitato e aiutato a fare crescere tantissime persone. Gli utenti di questa realtà sono sempre stati accolti a braccia aperte dalle varie comunità che hanno ospitato Airone. La cui crescita si è accompagnata nel corso degli anni a quella della nostra città”, afferma <strong>Simone Saletti, sindaco di Bondeno</strong>.</p>
<p>“L’inclusione non è mai conquistata una volta per tutte: va costruita e alimentata ogni giorno, attraverso la partecipazione, il lavoro e la capacità di essere presenti nel territorio”, <strong>sottolinea Claudio Dusi, presidente di Serena</strong>. “Il nostro valore più grande sta nel ‘noi’. Un ringraziamento speciale va ad Angela Dianati e a tutte le collaboratrici e i collaboratori che negli anni hanno dato vita all’Airone”.</p>
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		<title>A Rimini il Convegno delle BCC dell&#8217;Emilia-Romagna</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/credito/a-rimini-il-convegno-delle-bcc-dellemilia-romagna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 05:00:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Rimini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Economisti, filosofi e rappresentanti del mondo bancario e cooperativo a confronto su innovazione, valori e futuro delle banche di comunità.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“Banche di comunità tra neo-umanesimo e innovazione. Innovare restando umani senza perdere l’identità”: è il titolo del <strong>convegno annuale promosso dalla Federazione BCC dell’Emilia-Romagna</strong>, in programma <strong>sabato 17 ottobre al Grand Hotel di Rimini</strong>. Una mattinata di confronto che riunirà esponenti del mondo accademico, istituzionale, cooperativo e bancario per affrontare una delle questioni decisive per il futuro del credito: come cogliere le opportunità offerte dall’innovazione tecnologica, dalla digitalizzazione e dall’intelligenza artificiale continuando a mettere al centro le persone, le relazioni e le comunità.</p>
<p>Ad aprire i lavori, alle 9.30, saranno i saluti istituzionali di <strong>Mauro Fabbretti</strong>, presidente della Federazione BCC dell’Emilia-Romagna, <strong>Michele de Pascale</strong>, presidente della Regione Emilia-Romagna, e <strong>Alessandro Azzi</strong>, presidente della Fondazione Tertio Millennio. Il primo confronto, dal titolo <strong>“Innovare restando umani”</strong>, vedrà protagonisti <strong>Stefano Zamagni </strong>e<strong> Leonardo Becchetti</strong>, in un dialogo moderato da Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse. A seguire, <strong>Gabriele Sepio</strong>, coordinatore dei gruppi di lavoro ministeriali sul Piano di azione per l’Economia sociale del Governo, approfondirà il tema <strong>“Economia sociale: fisco e finanza a misura d’uomo”</strong>. Sarà invece il filosofo e saggista <strong>Maurizio Viroli</strong> a proporre una riflessione dal titolo <strong>“Ritornare ai principi”</strong>, riportando al centro del dibattito il rapporto tra progresso, responsabilità e valori.</p>
<p>Uno dei passaggi centrali della mattinata sarà quindi dedicato a <strong>&#8220;Le banche nell’era digitale e dell’AI&#8221;</strong>: un confronto sulle trasformazioni già in atto nel settore bancario e sulle modalità con cui tecnologia e intelligenza artificiale stanno modificando servizi, processi e relazioni con soci e clienti, in particolare nel mondo della cooperazione di credito. A raccogliere e rilanciare le sollecitazioni della giornata sarà infine la tavola rotonda <strong>“Possiamo davvero innovare restando umani?”</strong>.</p>
<p>“L’innovazione non è un’opzione per il sistema bancario e neppure per il Credito Cooperativo: è una trasformazione con cui dobbiamo confrontarci e che dobbiamo saper governare – commenta <strong>Mauro Fabbretti, presidente della Federazione BCC dell’Emilia-Romagna</strong> –. Per le BCC innovare significa utilizzare nuove tecnologie e nuovi strumenti per offrire servizi sempre migliori senza rinunciare a ciò che ci rende diversi: la prossimità, la relazione, la conoscenza delle persone e dei territori, la mutualità. L’intelligenza artificiale può rendere più efficienti molti processi, ma non può sostituire quella intelligenza relazionale che rappresenta da sempre uno dei patrimoni più importanti delle nostre banche. La sfida dei prossimi anni sarà quindi innovare restando umani, mettendo la tecnologia al servizio delle persone e non viceversa”.</p>
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		<title>Massa Lombarda, LA BCC ha rinnovato la filiale</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/credito/massa-lombarda-bcc-rinnovo-filiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 13:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bassa Romagna]]></category>
		<category><![CDATA[Credito]]></category>
		<category><![CDATA[Massa Lombarda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inaugurati la scorsa settimana i nuovi locali alla presenza del sindaco Stefano Sangiorgi e del presidente della banca Giuseppe Gambi</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana sono stati <strong>inaugurati i</strong> <strong>nuovi locali della filiale di Massa Lombarda della BCC ravennate, forlivese e imolese</strong>.</p>
<p>Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco di Massa Lombarda <strong>Stefano Sangiorgi</strong>, il parroco <strong>don Fabio Gennai</strong> (membro del Comitato Locale di Imola LA BCC ravennate, forlivese e imolese). Per LA BCC erano presenti il Presidente <strong>Giuseppe Gambi</strong>, la Vice Presidente con delega alla Sostenibilità<strong> Emanuela Bacchilega</strong> e Presidente del Comitato Locale di Lugo ed il Direttore Generale <strong>Gianluca Ceroni</strong>.</p>
<p>I nuovi locali sono situati in Piazza Ricci 29/30 e sostituiscono i precedenti locali di Piazza Matteotti 15. Il Presidente <strong>Giuseppe Gambi</strong> ha sottolineato &#8220;come la filiale, grazie alla sua struttura, con spazi lavorativi più ampi, potrà divenire in modo più efficace un punto strategico di ascolto delle esigenze del territorio massese&#8221;.</p>
<p>&#8220;Nella nuova filiale di Massa Lombarda, aggiunge <strong>Emanuela Bacchilega</strong>, sono stati creati spazi lavorativi che<strong> facilitano l&#8217;interazione e sono socialmente inclusivi</strong>, nel rispetto della <strong>salvaguardia dell’ambiente</strong> e della<strong> riqualificazione energetica</strong>, per far fronte alle esigenze del territorio&#8221;.</p>
<p>&#8220;I locali della nuova Filiale ci aiuteranno a svolgere il nostro ruolo di supporto alle famiglie, ai Soci ed alle imprese &#8211; ha sottolineato <strong>Gianluca Ceroni</strong> -. L’Area Territoriale di Lugo ha visto una decisa crescita in questi anni; solo nel 2025, ad esempio, c’è stato un <strong>aumento del 5% del Prodotto Bancario Lordo, del 4,3% degli impieghi, del 26% dei mutui, del 3% della raccolta diretta e dell’8,4% della indiretta</strong>. Abbiamo, inoltre, sostenuto l’associazionismo e gli enti locali erogando solo nel 2025 quasi<strong> 320.000 euro in beneficenza e pubblicità</strong>. La nuova Filiale sarà punto di riferimento per promuovere ulteriormente la crescita della BCC e del territorio a Massa Lombarda e nell’area lughese&#8221;.</p>
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		<title>Vino, Caviro propone un consumo più democratico</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/agroalimentare/crisi-vino-dalmonte-caviro-democratizzazione-consumo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 05:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Faenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.inpiazzanews.it/?p=22467</guid>

					<description><![CDATA[<p>Carlo Dalmonte, presidente gruppo Caviro: “Le cantine sociali sono in prima linea nella difesa del vino popolare e rappresentano oltre il 60% della produzione italiana”</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="TESTO"><span style="letter-spacing: -.1pt;">Il mondo del vino sta attraversando una fase complessa. Per anni il vino italiano ha raggiunto i mercati di tutto il mondo, trainato da una domanda in costante crescita; persino il progressivo calo dei consumi in paesi tradizionali, come Francia o Italia, è stato compensato dal fiorire di altri mercati. “Oggi invece <strong>i consumi globali sono in calo</strong> &#8211; evidenzia <strong>Carlo Dalmonte, presidente di Caviro</strong> -. <strong>È un passaggio epocale e fonte di preoccupazione per tutta la filiera</strong>. Per l’Italia parliamo di un settore che vale circa <strong>14 miliardi di euro</strong> solo in termini di economia diretta”.</span></p>
<h5 class="TESTO"><b><br />
Presidente, quali sono le cause di questa crisi?</b></h5>
<p class="TESTO">“Sono molteplici. Innanzitutto ci sono ragioni geopolitiche, legate alle guerre in corso e ai dazi sul più importante mercato al mondo, quello statunitense. Poi il cambiamento climatico, che incide sia sulla produzione che sulle abitudini di consumo. Inoltre le giovani generazioni sembrano meno interessate al vino e più attratte da altri generi di bevande. In Italia bisogna considerare anche un calo del potere d’acquisto. Infine, ritengo cruciale un problema legato alla comunicazione”.</p>
<h5 class="TESTO"><b><br />
Cosa intende con “problema di comunicazione”?</b></h5>
<p class="TESTO"><span style="letter-spacing: .1pt;">“Il mondo del vino usa spesso un linguaggio troppo complicato, elitario, che rischia di essere escludente per la maggioranza dei consumatori. Credo che il vino debba tornare a essere <strong>un piacere accessibile a tutti</strong>, e non riservato a chi se ne intende o dispone di un’elevata capacità di spesa. <strong>Vogliamo difendere l’idea di un ‘vino popolare’</strong>,<strong> il piacere di bere un bicchiere nella maniera più conviviale possibile</strong>. È quella che l’enologo Cotarella ha definito ‘democratizzazione del vino’, un’idea che ci accompagna da millenni sulle tavole mediterranee. Chiaramente sapendo che il vino è un prodotto a base alcolica e va consumato consapevolmente e con moderazione”.</span></p>
<h5 class="TESTO"><b><br />
Come si rende più democratico il vino?</b></h5>
<p class="TESTO">“Il principale strumento sono le <strong>cantine sociali</strong>, <strong>un patrimonio del territorio</strong>. Con le loro regole cooperative, la mutualità e l’azionariato diffuso, <strong>sono in prima linea nella difesa del vino ‘di tutti i giorni’</strong>. Rappresentano <strong>oltre il 60% del prodotto italiano</strong> e una quota ancora maggiore in Romagna. Qui il mondo cooperativo ha una leadership affermata: non per caso, ma perché ha dimostrato di saper stare bene sul mercato. Infatti la Romagna ha una grande vocazione vitivinicola, in particolare per il vino da tavola che rappresenta <strong>un pilastro del Made in Italy</strong>, come dimostra la storia di <strong>Tavernello</strong>”.</p>
<h5 class="TESTO"><b><br />
Quali provvedimenti aiuterebbero a superare questa fase complessa? </b></h5>
<p class="TESTO">“A livello nazionale, e non solo, è in atto un intenso confronto in merito. A mio parere servono interventi mirati nelle situazioni di maggior necessità, e non misure generiche che rischierebbero di mancare l’obiettivo, portando scarsi benefici a chi ne ha bisogno e, anzi, rischiando di penalizzare chi riesce a stare sul mercato. <strong>In Romagna abbiamo</strong> <strong>una filiera virtuosa del vino bianco da tavola a base di Trebbiano</strong>: ne sono riconosciuti il posizionamento, la credibilità e la qualità, a vantaggio della filiera e di tutto il territorio di pianura. <strong>Dobbiamo difendere questo sistema in tutti i suoi attori</strong>, a partire dai viticoltori che hanno investito in innovazione e tecnologia per rimanere competitivi. Sono altri i comparti su cui intervenire, per esempio i vitigni di collina, che sono in grande sofferenza. Su questo punto stiamo lavorando a un progetto ad hoc per il Sangiovese, nel quale intendiamo coinvolgere anche la Regione, che si è dimostrata sensibile all’argomento”.</p>
<h5 class="TESTO"><b><br />
C’è anche un problema di sovradimensionamento dell’offerta?</b></h5>
<p class="TESTO"><span style="letter-spacing: -.1pt;">“Sì, ci sono troppi vini di gamma medio-alta, spesso rossi, con centinaia di denominazioni che accrescono anche i costi del sistema. È lì che bisogna intervenire. Senza lotte interne, che finirebbero soltanto per contrapporre i grandi ai piccoli, i distributori ai ristoratori, le cooperative ai privati. <strong>È interesse di tutti mantenere vivo il settore</strong> <strong>e rivedere la distribuzione del valore lungo la filiera</strong>. Ognuno dovrà fare la propria parte e affrontare una quota di sacrificio. Non è facile, ma <strong>gli anni che abbiamo davanti lo richiedono. E saranno anni, per l’appunto, temo non si tratti di una fase passeggera</strong>”.</span></p>
<h5 class="TESTO"><b><br />
Come vi ponete in questa prospettiva?</b></h5>
<p class="TESTO">“Siamo consapevoli delle nostre responsabilità e delle nostre capacità. Non nascondiamo le difficoltà né gli aspetti da migliorare, che sono molti, ma siamo fiduciosi”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/agroalimentare/crisi-vino-dalmonte-caviro-democratizzazione-consumo/">Vino, Caviro propone un consumo più democratico</a> proviene da <a href="https://www.inpiazzanews.it">InPiazza</a>.</p>
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