E’ nato a Faenza, dalla società Orus srl, il braccialetto Wedjat pensato per assistere le persone affette da Sindrome di Alzheimer. “Il progettista – racconta Paolo Manetti, presidente di Orus – ha pensato ad uno strumento in grado di aiutare le persone nella fase iniziale della malattia, quella in cui può accadere la perdita improvvisa dell’orientamento spazio-temporale. Dopo una serie di valutazioni, e grazie all’incontro della cooperativa Cotras di Faenza con la società Infomob di Milano, è nata Orus srl che ha poi realizzato Wedjat, un braccialetto non solo in grado di localizzare in qualunque momento coloro che lo indossano, ma anche di collegarsi ai sensori per il monitoraggio di alcuni paramenti fisiologici del paziente, quali frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, temperatura, postura e intensità dell’attività fisica.”
Uno strumento pensato soprattutto per i famigliari dei malati che non dovranno più limitare l’autonomia del proprio caro: “Attraverso un sistema di localizzazione Gps il famigliare potrà rintracciare e controllare la posizione della persona che indossa Wedjat in tempo reale – continua Manetti -. Il paziente potrà così continuare a condurre una vita sociale oltre le mura domestiche in totale autonomia.”
L’apparecchio, che ha le dimensioni e l’aspetto di un vero e proprio orologio, ha un prezzo accessibile, è previsto in tre diversi formati e può essere dotato di un accessorio che consente di controllare le funzioni vitali di chi lo indossa. Le versioni disponibili sono: “Basic”, “Health and fitness” e “Pro”. “Ad ognuno di questi prodotti può essere associato, a scelta dell’utente, un diverso tipo di servizio – spiega il presidente di Orus srl -. Nel primo i famigliari hanno una gestione autonoma del dispositivo, nel secondo sia i famigliari che il paziente hanno il supporto di una Centrale Operativa 24 ore su 24 mentre il terzo livello di servizio, fruibile solo in abbinamento all’accessorio BioHarness BH3, prevede anche la possibilità di un consulto medico a distanza.”
“In questi mesi di sperimentazione – conclude Manetti – abbiamo registrato l’interessamento anche di utenti diversi dal malato di Alzheimer e ci siamo resi conto che Wedjat può essere un valido aiuto anche per stare vicino a minori, anziani, cardiopatici, diabetici oltre che, ovviamente, a persone affette da demenza senile e deficit di orientamento.”
Il dispositivo può funzionare tramite internet (per rintracciare e controllare la posizione della persona in tempo reale sulla cartografia; per evidenziare zone per ricevere un allarme via sms nel caso in cui la persona ne entri o ne esca; per controllare i percorsi abituali); tramite telefono cellulare (con un’applicazione che permette di visualizzare la posizione e per ricevere allarmi via sms); tramite Centrale Operativa (per ricevere la posizione della persona e per mantenere monitorati gli spostamenti della persona fino al suo ritrovamento).
Wedjat può essere acquistato da privati, ospedali e istituti di cura. www.orussrl.it.
Innovazione al servizio del sociale
Innovazione al servizio del sociale
Parla Paolo Manetti, presidente di Orus e vicepresidente della cooperativa Cotras di Faenza




