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giovedì 10 Settembre, 2026

Credito e finanza: Confcooperative punta su cooperfidi

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Credito e finanza: Confcooperative punta su cooperfidi

Il sistema di garanzie offerte dal Consorzio favorisce lo sviluppo della rete di servizi regionali e territoriali

La fase di sviluppo della rete di servizi regionali e territoriali di Confcooperative Emilia Romagna vede concentrarsi il lavoro dei tecnici finanziari e consulenti per il credito sul sistema di garanzie fidi, con la priorità rivolta ai programmi di sviluppo (da mettere in cantiere e realizzare in maniera collegiale), ai nuovi prodotti finanziari e alle convenzioni bancarie di Cooperfidi Italia – il confidi cooperativo – da valutare per appropriatezza e convenienza.

Il lavoro del gruppo regionale di consulenti finanziari di Confcooperative Emilia Romagna, riunitosi recentemente, procede, inoltre, con l’infrastrutturazione dell’attività di consulenza finanziaria svolta a livello territoriale, mediante una rete di sostegno ai servizi locali, coordinata a livello regionale, che si occuperà della formazione e dell’aggiornamento delle conoscenze, erogherà servizi di livello superiore, assicurerà consulenze specialistiche e/o collegiali e distribuirà anche strumenti di supporto (business plan, analisi e gestione finanziaria, ecc.).
Infine, il recente incontro ha ospitato anche un esame degli strumenti di credito agevolato.
In particolare l’analisi ha riguardato il Foncooper, fondo rotativo di credito agevolato rivolto alle PMI cooperative, che rappresenta uno strumento molto prezioso per la cooperazione e che è dotato anche di risorse sufficienti a realizzare regionalmente una politica di sviluppo delle imprese cooperative.
Un obiettivo, questo, che risulta ostacolato dalle lungaggini burocratiche e finanziarie in primo luogo del gestore regionale di Foncooper, l’istituto bancario Unicredit, che non sempre mostra la velocità e la flessibilità necessarie a trattare con imprese che hanno tempi di decisione contenuti, perché non burocratizzate, e di realizzazione ancora più brevi, ma anche cooperative che necessitano nell’istruttoria di nozioni e angolature analitiche diverse rispetto alle società di capitale, come pure nel giudizio di affidabilità bancaria. A questi problemi si aggiunge la disorganizzazione nelle decisioni della Regione Emilia Romagna che, disponendo dei fondi, dovrebbe deliberarli velocemente a favore delle imprese giudicate idonee. In questo contesto, inoltre, i tecnicismi e le rigidità del bilancio pubblico regionale e le differenze che segnano i due ambiti competenti dell’Amministrazione regionale – Servizio Attività Produttive e Servizio Ragioneria e Bilancio – fanno sì che tempi e richieste nei confronti delle imprese siano tali da rendere Foncooper uno strumento molto rigido e poco attrattivo per le imprese cooperative.
Confcooperative regionale e il gruppo di tecnici e consulenti finanziari sono impegnati a sviluppare ogni azione possibile per rendere tale strumento maggiormente fruibile e utile per le cooperative, fino a proporre alla Regione Emilia Romagna, come già fatto, di assegnarne la gestione a Cooperfidi Italia.
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