MANTOVA. Si è aperta oggi, 10 ottobre, la XI Convention Nazionale del Gruppo Cooperativo CGM, la più grande rete di cooperative sociali in Italia, con la sessione plenaria Coesione sociale e crescita: innovazione, sviluppo economico e occupazione, alla presenza di Claudia Fiaschi, presidente di CGM, del Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, e di Luigi Marino, presidente di Confcooperative e dell’Alleanza Cooperative Italiane.
«La cooperazione sociale – ha dichiarato Claudia Fiaschi, presidente di CGM – è percepita come una protagonista invisibile dello sviluppo del Paese, intesa troppo spesso e troppo semplicisticamente come una mutazione dell’associazionismo caritatevole e non nella specificità della sua vera identità: ossia promotrice di un’economia legata al territorio e ad alto valore aggiunto occupazionale locale, capace con la propria attività di impresa di utilizzare le risorse pubbliche e private del territorio per generare i beni comuni indispensabili al territorio stesso. CGM continuerà a fare la propria parte, mettendo a disposizione della crescita del Paese la rete di consorzi e cooperative che oggi sono veri e propri incubatori di impresa e innovazione».
«La cooperazione sociale, da alcuni decenni, sta ridisegnando l’intero sistema di welfare del Paese. Ha realizzato, e continua a farlo, reti di assistenza e di servizi per le famiglie nell’assistenza agli anziani, ai disabili, ai bambini – ha dichiarato Luigi Marino, presidente di Confcooperative – Rappresenta la risposta più concreta per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Cultura, valori e responsabilità sono i caratteri fondamentali della cooperazione, senza dimenticare la motivazione ideale e lo slancio altruistico che hanno generato gran parte delle cooperative. Quel bagaglio di valori che porta la cooperativa a chiedersi, innanzitutto, non cosa possa fare lo Stato per le cooperative, ma cosa possano fare le cooperative per le comunità. Questo perché le cooperative hanno forte il senso della comunità, del territorio e dei suoi bisogni – ha concluso Marino».
La cooperazione sociale, intesa come azione di gruppo di persone che si uniscono per generare valore e ricchezza su base democratica e per ridistribuire equamente la ricchezza generata, è la traduzione concreta in campo economico di quei principi di partecipazione, uguaglianza, solidarietà e mutualità fondativi della Costituzione italiana. Consorzi e cooperative sociali favoriscono, molto più di altre forme economiche, la partecipazione di donne, giovani e immigrati e resistono ai momenti di crisi, adattandosi alle trasformazioni sociali ed economiche e sviluppando occupazione. La cooperazione sociale genera, infatti, un’economia legata al territorio che non è soggetta alle oscillazioni della fiducia dei mercati e non esige, né tanto meno attende, di essere remunerata con gli utili di gestione, ma li reinveste per crescere.
CGM chiude l’anno con numeri significativi che dimostrano la capacità di resistenza alla crisi: le persone che alimentano l’economia sociale di questa realtà sono 48.200, di cui 44.200 occupati, in crescita del 4,9% rispetto al 2010. Si tratta di persone che a vario titolo sono impiegate nelle 990 cooperative sociali e 77 consorzi territoriali della rete CGM, operando nei settori tradizionali del welfare, dei servizi alla persona e dell’inclusione lavorativa di soggetti svantaggiati per offrire servizi a oltre 500.000 utenti in 20 regioni e 70 province. CGM nel 2011 ha fatturato 1,3 miliardi di euro completamente messi a disposizione dello sviluppo delle comunità dai consorzi e dalle cooperative che vi operano, con un incremento del 7% rispetto al 2010. Questo è frutto di una mobilitazione delle riserve e di una raccolta di nuovi capitali cooperativi per far fronte alla difficoltà e inaugurare nuovi investimenti. Allo stesso tempo, a 25 anni dalla sua nascita, CGM ha rivisto ruolo, dimensioni e governance, avviando nuovi progetti di filiera a livello nazionale e territoriale, attraverso partnership strategiche con attori diversi.
Il settore del sociale conferma una straordinaria capacità di tenuta, identificandosi sempre meglio in un incubatore di innovazione per affrontare le sfide del mercato. Storicamente caratterizzato nei suoi 25 anni di vita da una significativa omogeneità del modello d’impresa (le cooperative sociali) e dei settori d’intervento (produzione di servizi sociali e percorsi di inserimento lavorativo), CGM registra nella fase più recente del suo ciclo di vita un superamento dei tradizionali schemi di azione attraverso la promozione all’interno della propria rete di 65 modelli “ibridi” in fase di start up finalizzati a strutturare in modo più stringente i legami di rete, affermarsi in nuovi mercati, proporre nuovi prodotti, ristrutturare servizi tradizionali e relative filiere, dare corpo a progetti di sviluppo comunitario. Si tratta di start up che si collocano ai confini della cooperazione sociale potendo avere forme giuridiche diverse da quelle cooperative (per es. Fondazioni, Società per Azioni, Società a Responsabilità Limitata ecc.) e operando in ambiti differenti da quelli tradizionali: housing sociale, cura e sanità leggera, green economy, turismo sociale, logistica e trasporti. Questi nuovi modelli, da soli, hanno registrato investimenti superiori ai 54 milioni di euro, pari al 14% dei 335.689.198 milioni di euro complessivi relativi ai consorzi e alle cooperative del Gruppo nel 2010.




