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martedì 21 Luglio, 2026

Consumi: 100 milioni di euro gli aquisti nei punti vendita cooperativi Qui da noi

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Consumi: 100 milioni di euro gli aquisti nei punti vendita cooperativi Qui da noi

Aumento del 10% delle vendite nei primi 9 mesi del 2012, 12,4 milioni di scontrini emessi e 1.200 occupati a tempo indeterminato: questi i numeri della vendita diretta nelle cooperative agricole aderenti al circuito Qui da noi di Fedagri-Confcooperative.

La crisi non sembra incidere sulle vendite dirette in cooperativa: supera i 100 milioni di euro il fatturato previsto per il 2012 dalle vendite nei 422 punti vendita aderenti al circuito Qui da noi. Sono oltre 12 milioni gli scontrini emessi nei primi 9 mesi dell’anno e 1.200 gli occupati, di cui il 38% donne. Questi i dati presentati nel corso della tavola rotonda dal titolo “Dove trovo l’Italia più buona? Qui da noi” tenutasi presso lo stand di Confcooperative Piemonte all’interno del Salone Internazionale del Gusto di Torino.
A trainare le vendite in cooperativa, soprattutto i prodotti lattiero caseari (+18%), gli olii extra vergine di oliva (+11%), l’ortofrutta (+8%), il riso, la pasta e i cerali (+6%) e il vino (+6%). Le famiglie italiane comprano meno e più spesso. Si riduce il valore medio dello scontrino che si attesta attorno ad un importo medio di 8,17 euro (-1%), ma aumenta la frequenza dell’emissione. Nei primi 9 mesi dell’anno, nei 422 punti vendita analizzati sono stati emessi 12,4 milioni di scontrini, in crescita del 10% rispetto allo stesso periodo del 2011.
“Nei nostri spacci – commenta Antonello Ciambriello di Fedagri Confcooperative e Responsabile nazionale del Progetto Qui da noi  – i consumatori hanno trovato il loro value for money, ovvero il miglior rapporto percepito tra qualità e prezzo. A determinare tale andamento sicuramente l’ampliamento di gamma dei prodotti offerti, tutti rigorosamente di origine italiana, favorito dall’appartenenza delle cooperative ad un network con una dimensione nazionale. E poi la possibilità di poter visitare gli impianti in fase di lavorazione e di vivere un’esperienza emozionale che va oltre la mera transazione commerciale”.
“Il consumatore – continua Ciambriello – sta cambiando e sta modificando la sua scala di valori sulle modalità di acquisto. Qualità, salute, gusto, piacere, ma anche attenzione agli sprechi, al rispetto dell’ambiente, alla naturalità del prodotto ed alla possibilità di poterlo conservare il più a lungo possibile perché acquistato direttamente sul luogo di produzione, sono le leve che incidono sugli acquisti”.

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