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	<title>Territorio Archivi - InPiazza</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 09:40:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Territorio Archivi - InPiazza</title>
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	<item>
		<title>Casa Artusi e Caviro insieme per il 2026</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/agroalimentare/casa-artusi-caviro-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 09:16:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Forlì]]></category>
		<category><![CDATA[Forlimpopoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siglato un accordo strategico tra la fondazione e il gruppo vitivinicolo: al centro la valorizzazione della Romagna, della cucina italiana e di un modello sostenibile di filiera</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Casa Artusi</strong> e <strong>Caviro</strong> hanno siglato un <strong>accordo di collaborazione volto a rafforzare la promozione della cultura enogastronomica italiana</strong>, con un focus specifico sulla valorizzazione della Romagna come destinazione di turismo culturale e gastronomico.</p>
<p>Casa Artusi, punto di riferimento internazionale per la diffusione della cultura gastronomica italiana e tra i promotori della candidatura che ha portato al riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale UNESCO, consolida così il proprio ruolo di piattaforma di marketing territoriale e culturale. L’accordo si inserisce inoltre nel solco delle attività sviluppate in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, con cui Casa Artusi ha attivo un Protocollo d’Intesa per progetti di promozione del territorio.</p>
<p>Caviro &#8211; la più grande cantina d’Italia e modello riconosciuto a livello internazionale di economia circolare &#8211; porta in questa partnership la forza di una filiera che coinvolge oltre 11.500 viticoltori e una presenza consolidata in 90 Paesi. Il Gruppo rappresenta un’eccellenza del sistema agroalimentare italiano, capace di coniugare produzione, innovazione e sostenibilità attraverso un modello virtuoso “dalla vigna alla vigna”.</p>
<p>“Prosegue il nostro impegno &#8211; dichiara <strong>Andrea Segrè, presidente di Casa Artusi</strong> &#8211; per la diffusione della cucina italiana e dell’opera di Pellegrino Artusi nel mondo. Per farlo abbiamo individuato dei partner strategici, come Caviro che condividono con noi il valore culturale di Artusi per la Romagna e per il mondo”.</p>
<p>La collaborazione si svilupperà nel segno di attività ed eventi congiunti, anche sul piano della comunicazione, con campagne dedicate, contenuti editoriali e servizi finalizzati a raccontare i valori condivisi delle due realtà: cultura gastronomica, sostenibilità, identità territoriale e promozione internazionale della cucina italiana.</p>
<p>“Siamo orgogliosi di questa partnership con Casa Artusi, un’unione naturale tra due realtà che raccontano le eccellenze dell’Emilia-Romagna &#8211; aggiunge <strong>Carlo Dalmonte, presidente di Caviro</strong> -. Il vino è un alimento fondamentale della dieta mediterranea e un pilastro della cucina italiana, recentemente riconosciuta patrimonio UNESCO. Trova la sua massima espressione proprio nella convivialità e nell’incontro con il cibo, arricchendo la nostra tradizione gastronomica. Come Caviro, siamo in prima linea per difendere questo patrimonio culturale e una filiera che è parte integrante della nostra storia e dell’economia regionale.”</p>
<p>L’intesa prevede anche vantaggi reciproci e strumenti concreti di attivazione: dalla <strong>distribuzione di materiali e benefit</strong> per clienti e stakeholder, a condizioni agevolate per l’<strong>utilizzo dei servizi di Casa Artusi</strong>, fino alla <strong>partecipazione della Fondazione a eventi fieristici e corporate organizzati da Caviro</strong>.</p>
<p>Questa partnership rappresenta un’alleanza strategica tra due realtà profondamente radicate nel territorio ma con una visione internazionale, unite dall’obiettivo di promuovere un modello di sviluppo sostenibile fondato sulla qualità, sulla cultura e sull’identità italiana.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il 17 aprile a Faenza la festa di premiazione dei concorsi scolastici dell&#8217;Associazione Insieme a Te</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/sociale/festa-concorsi-insieme-a-te/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:41:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Faenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Studenti, insegnanti e famiglie coinvolti in un evento condiviso dedicato ai valori dell’inclusione</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si terrà <strong>venerdì 17 aprile 2026</strong>, tra <strong>Piazza del Popolo e Piazza della Libertà a Faenza</strong>, la giornata di festa e premiazione dei concorsi scolastici promossi dall’<strong>Associazione Insieme a Te</strong>, un momento conclusivo che coinvolgerà studenti, insegnanti e famiglie in un evento condiviso dedicato ai valori dell’inclusione.</p>
<p>I concorsi di quest’anno hanno coinvolto le scuole del territorio con due proposte distinte.</p>
<p><strong>“Un mondo di colori a tavola”</strong>, rivolto alle <strong>scuole primarie del Comune di Faenza e dell’Unione della Romagna Faentina</strong>, ha invitato i bambini a esprimere la propria creatività attraverso la decorazione delle tovagliette destinate al food truck della Spiaggia dei Valori, contribuendo a rendere ancora più accogliente e vivace uno spazio pensato per tutti.</p>
<p><strong>“Un mare di voci… oltre le parole”</strong>, dedicato alle <strong>scuole secondarie di primo grado</strong>, ha invece proposto la realizzazione di prodotti multimediali – audio, video o videoclip – capaci di interpretare in modo creativo il tema della <strong>famiglia</strong>, intesa come valore che unisce, accoglie e fa crescere insieme.</p>
<p>L’iniziativa ha registrato una partecipazione significativa:</p>
<ul>
<li><strong>113 classi coinvolte</strong></li>
<li><strong>21 scuole partecipanti</strong></li>
<li><strong>2.309 bambini e ragazzi coinvolti nei concorsi</strong></li>
</ul>
<p>La giornata del 17 aprile vedrà la presenza di <strong>circa 1.000 tra bambini e ragazzi</strong>, appartenenti a <strong>52 classi di 15 scuole</strong>, che si ritroveranno in piazza per vivere insieme un momento di <strong>incontro e condivisione</strong>. La mattinata si aprirà con l’accoglienza delle classi e proseguirà con un momento di intrattenimento collettivo, fino ad arrivare alla premiazione finale delle classi vincitrici.</p>
<p>Tra i momenti più attesi, la partecipazione della <strong>Rulli Frulli</strong>, realtà musicale inclusiva di rilievo nazionale, che porterà in piazza un’esperienza coinvolgente capace di unire ritmo, partecipazione e inclusione. Una collaborazione che nasce da un percorso condiviso e che ha visto la banda partecipare insieme all&#8217;<strong>Associazione Insieme a Te</strong> alla <strong>Conferenza Mondiale delle persone con disabilità</strong> al palazzo dell&#8217;<strong>ONU – New York</strong> nel giugno 2025.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Gli anziani della Capatti di Serravalle (Fe) sono tornati sulla pista da ballo</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/sociale/anziani-capatti-piste-ballo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 10:48:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grazie alla collaborazione della Sala Eden è stato organizzato un pomeriggio di festa per le persone ospitate e i loro familiari</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le persone ospitate dalla <strong>Casa di Riposo Capatti di Serravalle (FE), struttura gestita dalla cooperativa sociale Serena</strong>, hanno vissuto un pomeriggio speciale lo scorso venerdì 10 aprile. Grazie alla collaborazione della <strong>Sala Eden</strong> hanno potuto tornare nella sala da ballo e partecipare a un evento con musica, canti e, per chi ha potuto, qualche passo di danza. Per le partecipanti e i partecipanti è stato un momento prezioso per riaccendere ricordi e rivivere emozioni.</p>
<p>Ad accogliere gli ospiti e i loro familiari sono stati Samuel e Anita, insieme al loro staff mentre l’accompagnamento musicale è stato curato dal duo Barbara e Davide.</p>
<p>A rendere ancora più accogliente l’iniziativa, un buffet per la merenda e un omaggio dedicato ai presenti: “Un sentito <strong>ringraziamento</strong> va a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa: agli <strong>amici della Sala Eden</strong>, agli <strong>organizzatori</strong>, ai <strong>volontari</strong>, agli <strong>operatori</strong>, agli <strong>ospiti</strong> e ai loro <strong>familiari</strong> &#8211; hanno commentato i responsabili della casa di riposo -. A volte, basta poco per creare qualcosa di straordinario. E la <strong>cura</strong> passa anche attraverso momenti come questi, fatti di musica, <strong>relazioni e autentica umanità</strong>”.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Otello Cenci presidente di Confcooperative Cultura Turismo Sport ER</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/politica-economia/otello-cenci-presidente-confcooperative-cultura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 09:32:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Politica / Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il risultato dell'assemblea di rinnovo degli organi della Federazione che riunisce 149 cooperative, oltre 9.000 soci e quasi 1.900 occupati</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Otello Cenci</strong> è il nuovo presidente della <strong>Federazione Cultura Turismo Sport di Confcooperative Emilia Romagna</strong>. L’elezione è avvenuta al termine dell’assemblea regionale che si è tenuta al <strong>Palazzo della Cooperazione di Bologna</strong>.</p>
<p>“Desidero innanzitutto ringraziare per la fiducia e per la responsabilità che mi viene affidata in questo momento importante per la Federazione. Si apre una fase nuova, che rappresenta una grande opportunità per mettere in connessione esperienze, competenze e relazioni già presenti nelle nostre cooperative”, ha dichiarato Cenci.</p>
<p>A Cenci le congratulazioni di Roberto Savini, presidente di Confcooperative Romagna-Estense:</p>
<p>Confcooperative Cultura Turismo Sport Emilia Romagna è la Federazione che rappresenta e coordina le cooperative attive nella produzione culturale, nell’offerta turistica e nelle attività sportive, promuovendo sviluppo, innovazione e progettualità condivise all’interno del sistema cooperativo regionale. Una realtà articolata e diffusa sul territorio, con <strong>149 cooperative aderenti, 9.125 soci e 1.869 occupati, per un valore complessivo della produzione che supera i 128 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Otello Cenci, riminese classe 1971, è regista, autore e direttore creativo, nonché presidente della cooperativa <strong>Made Officina Creativa</strong>, realtà con sede a Rimini e attiva nella progettazione e produzione culturale, teatrale e audiovisiva. Da anni opera all’interno del sistema cooperativo aderendo a Confcooperative e partecipando alle attività della Federazione, contribuendo allo sviluppo di progettualità legate anche al welfare culturale. Nel suo percorso ha ideato e diretto spettacoli teatrali, eventi e produzioni audiovisive, con una particolare attenzione al rapporto tra arte, territorio e comunità. Dal 1998 è inoltre direttore e responsabile Spettacoli del <strong>Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini</strong>, uno dei principali appuntamenti culturali a livello nazionale.</p>
<p>L’assemblea, dal titolo “<strong>Interpretare il cambiamento. Scenari futuri per cultura turismo e sport nel paradigma dell’economia sociale</strong>”, è stata aperta dal saluto del presidente di <strong>Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza</strong> e dalla relazione della presidente uscente della Federazione <strong>Chiara Laghi</strong>, che ha guidato l’organizzazione negli ultimi due mandati.</p>
<p>“In otto anni abbiamo attraversato fasi storiche che hanno fatto emergere con chiarezza quanto questi settori siano fondamentali per il benessere delle persone, per la qualità della vita e la capacità di pensiero &#8211; ha dichiarato Laghi -. Cultura, turismo e sport contribuiscono in maniera determinante a rendere più ricca e significativa l’esperienza delle comunità, condividendo un minimo comune denominatore: quello di produrre valore e significato. La nostra Federazione oggi è sempre più chiamata a interpretare i cambiamenti in atto, promuovendo il modello cooperativo che anche in questi ambiti può rappresentare una risposta concreta ai numerosi bisogni presenti, a partire da quello di aggregare soggetti e fare rete”.</p>
<p>Nel corso della mattinata, gli interventi di <strong>Pierlorenzo Rossi</strong>, direttore generale di Confcooperative Emilia Romagna, <strong>Paolo Venturi</strong>, direttore di <strong>AICCON Research Center</strong>, e <strong>Luca Mortara, </strong>consulente senior di <strong>VVA Business Consulting</strong>, hanno offerto chiavi di lettura complementari sui cambiamenti in atto, richiamando il ruolo sempre più centrale dell’<strong>economia sociale</strong> nel rispondere a trasformazioni profonde.</p>
<p>A concludere i lavori è stata la presidente nazionale della Federazione Cultura Turismo Sport, <strong>Irene Bongiovanni</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Fenice, alleanza tra profit e non profit per l’inclusione lavorativa delle persone fragili</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/territorio/ferrara/fenice-alleanza-inclusione-lavorativa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 14:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Politica / Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siglato in Camera di Commercio a Ferrara il Protocollo d’Intesa con 8 associazioni di categoria aderenti</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella Sala Giunta della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna hanno siglato il Protocollo d’Intesa <strong>“Fenice &#8211; Lavoro inclusivo, valore condiviso”</strong> <strong>Confcooperative Romagna-Estense, Legacoop Estense insieme a CIA, Coldiretti, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti.</strong> Il Protocollo di Intesa ha l’obiettivo di promuovere tra le imprese pratiche di responsabilità sociale d’impresa e, in particolare, percorsi di inserimento lavorativo per persone con fragilità. L’iniziativa, promossa dal <strong>Consorzio Ferrara Prossima</strong> in collaborazione con le associazioni cooperative, raccoglie la sfida di trasferire nel mondo delle imprese profit i modelli di inclusione lavorativa sviluppati dal Terzo Settore.</p>
<p>Il progetto FENICE si rivolge in primo luogo alle imprese di ogni tipologia e settore della provincia di Ferrara e, in prospettiva, dell’area Romagna-Estense e di altri distretti limitrofi. Coinvolge inoltre istituzioni e enti del territorio – tra cui Comuni, servizi sociali e sanitari e realtà come le case circondariali – interessati a promuovere percorsi di inclusione lavorativa. Le imprese possono accedere, tramite il sito <a href="http://www.ferraraprossima.org" target="_blank" rel="noopener noreferrer nofollow">www.ferraraprossima.org</a>, a una piattaforma integrata di servizi articolata su tre livelli. <strong>Il primo</strong>, cuore del progetto, <strong>riguarda i servizi di inclusione lavorativa</strong>, con particolare attenzione alle soluzioni per adempiere agli obblighi della Legge 68/99 e all’attivazione di percorsi di inserimento in azienda attraverso le politiche attive del lavoro.</p>
<p><strong>Il secondo livello comprende i servizi offerti dalle cooperative sociali aderenti a Ferrara Prossima</strong>, che consentono alle imprese di generare ricadute positive sulla comunità e qualificare in chiave etica la propria catena del valore. <strong>Il terzo livello è dedicato alla valorizzazione e allo sviluppo dei progetti di responsabilità sociale d’impresa:</strong> dall’accessibilità degli spazi alla formazione del personale sui temi di diversity &amp; inclusion, fino alla comunicazione e al reporting di sostenibilità.</p>
<p>“Il Protocollo d’Intesa firmato oggi – <strong>dichiara Biagio Missanelli, presidente del Consorzio Ferrara Prossima</strong> – suggella l’alleanza con le associazioni di categoria e rappresenta un punto di partenza fondamentale per un’azione diffusa di sensibilizzazione. L’obiettivo è stimolare il mondo profit a intraprendere pratiche concrete a sostegno del non profit, in una logica di reciproco scambio di valore”.</p>
<p>“Come Legacoop Estense riteniamo fondamentale che le imprese possano disporre di strumenti di inclusione reali ed efficaci, affinché la responsabilità sociale non resti un principio formale, ma si traduca in pratiche concrete, con benefici per l’intera collettività – <strong>commenta Chiara Bertelli, direttrice di Legacoop Estense </strong>–. FENICE è uno di questi strumenti: grazie alle competenze delle cooperative sociali rende possibile l’inclusione lavorativa e l’emancipazione delle persone con fragilità”.</p>
<p>“Il progetto FENICE &#8211; <strong>dice l’assessore comunale alle Politiche Sociosanitarie, Cristina Coletti</strong> &#8211; rappresenta un modello innovativo di reinserimento sociale e lavorativo, sostenuto fin dalle sue fasi iniziali con risorse e strumenti operativi dall’Amministrazione comunale. Il valore di questo accordo sta nella capacità di mettere in rete competenze diverse, costruendo percorsi reali di autonomia e lavoro per le persone fragili, facendo dell’inclusione una vera e propria leva di sviluppo, oltre che di coesione. Fondamentale è il coordinamento, che consente di evitare sovrapposizioni e creare sinergie efficaci. Questo approccio ci permette di affrontare le sfide sociali con maggiore efficacia. Grazie a tutti i soggetti coinvolti per l’impegno condiviso”.</p>
<p>“La forte adesione delle organizzazioni datoriali testimonia il valore del progetto FENICE – <strong>afferma Ruggero Villani, direttore generale di Confcooperative Romagna-Estense </strong>–. Si tratta di un segnale importante, che riconosce il ruolo strategico della cooperazione sociale nel trasformare l’inclusione lavorativa in una leva per l’intero sistema produttivo. Grazie a questa sinergia tra profit e non profit, e al Comune di Ferrara, l’inserimento lavorativo delle persone fragili non è più solo un obbligo normativo, ma una scelta di responsabilità sociale capace di generare valore concreto per imprese e comunità”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.inpiazzanews.it/territorio/ferrara/fenice-alleanza-inclusione-lavorativa/">Fenice, alleanza tra profit e non profit per l’inclusione lavorativa delle persone fragili</a> proviene da <a href="https://www.inpiazzanews.it">InPiazza</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Antonio Giovanetti è il nuovo direttore generale di Clai</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/agroalimentare/antonio-giovanetti-direttore-clai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 08:53:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Imola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È entrato in carica ufficialmente dal primo aprile: "Un onore far parte di questa straordinaria cooperativa, farò del mio meglio per contribuire a sostenerne il percorso di crescita nazionale e internazionale"</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/agroalimentare/antonio-giovanetti-direttore-clai/">Antonio Giovanetti è il nuovo direttore generale di Clai</a> proviene da <a href="https://www.inpiazzanews.it">InPiazza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Clai ha un nuovo direttore generale: è <strong>Antonio Giovanetti. </strong>Nato a Limbiate, nella provincia di Monza e Brianza, nel 1963, ricopre il nuovo ruolo all’interno della Cooperativa agroalimentare di Imola a partire dal primo giorno di aprile.</p>
<h5><strong>Lunga esperienza nel settore agroalimentare</strong></h5>
<p>Dopo le prime esperienze professionali nel campo degli allevamenti e in <strong>Conad</strong>, dove ha <strong>maturato una lunga esperienza</strong> che lo ha portato a ricoprire ruoli di responsabilità nella gestione del comparto carni, Giovanetti ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione, distinguendosi per <strong>capacità di coordinamento</strong> e visione strategica nello sviluppo di nuove categorie merceologiche, sviluppando Conad Carni su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>Il percorso professionale è proseguito all’interno di <strong>Fileni</strong>, realtà del settore agroalimentare, dove ha assunto il ruolo di direttore commerciale, contribuendo alla<strong> crescita e alla diversiﬁcazione del business</strong>. Successivamente, in <strong>Camst</strong>, società cooperativa e primario gruppo della ristorazione collettiva, ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità ﬁno alla Direzione Generale, promuovendo il rinnovamento della governance e favorendo<strong> modelli decisionali più partecipativi</strong>. Sotto la sua guida, l’azienda ha consolidato il proprio posizionamento attraverso attività di espansione internazionale e operazioni di sviluppo strategico fino al raggiungimento di 750 milioni di euro di fatturato, con una presenza importante in Germania Spagna e Danimarca.</p>
<p>Negli anni più recenti ha guidato la Direzione Commerciale e Marketing in <strong>Marr</strong>, realtà leader nella distribuzione alimentare per la ristorazione extra domestica (società quotata nel segmento STAR di Borsa italiana, con un fatturato nel 2024 superiore ai due miliardi di euro), coordinando una struttura articolata e numerosa, con circa mille persone tra agenti e diretti. Prima di entrare in CLAI, è stato direttore generale di <strong>Authentica</strong>, seguendo lo sviluppo di un progetto industriale in ambito alimentare, con un focus sulla <strong>crescita e sull’espansione internazionale</strong>, che ha confermato la sua capacità di gestire percorsi di trasformazione complessi e sostenere l’evoluzione delle organizzazioni, gestendo con grande successo il Giubileo dei Giovani (Tor Vergata 2025) e, soprattutto, la ristorazione nel Villaggio Olimpico a Milano durante le Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026.</p>
<h5><strong>Le prime parole: Clai pronta ad affrontare le sfide e cogliere opportunità di sviluppo</strong></h5>
<p>«<em>È un onore far parte di questa straordinaria Cooperativa, che vanta un modello di gestione partecipata unico a livello europeo &#8211; </em>sono le prime parole del nuovo direttore generale CLAI<em> -. Sto cercando di ottimizzare il tempo a disposizione in questi primi giorni di lavoro per conoscere a fondo la nuova realtà di cui faccio ora parte e poter immediatamente contribuire a sviluppare il percorso di crescita intrapreso a livello nazionale e internazionale. È una fase particolarmente complessa per il mercato delle carni e dei salumi, ma sono certo ci siano tutte le condizioni in CLAI per affrontare con determinazione le sfide attuali e cogliere nuove opportunità di sviluppo</em>».</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/agroalimentare/antonio-giovanetti-direttore-clai/">Antonio Giovanetti è il nuovo direttore generale di Clai</a> proviene da <a href="https://www.inpiazzanews.it">InPiazza</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Caviro entra nel mercato NoLo, il lancio del vino de-alcolato parte dall’Italia</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/agroalimentare/caviro-traguardo-60-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 09:04:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Faenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.inpiazzanews.it/?p=20817</guid>

					<description><![CDATA[<p>Intervista a Carlo Dalmonte, presidente del gruppo vitivinicolo cooperativo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/agroalimentare/caviro-traguardo-60-anni/">Caviro entra nel mercato NoLo, il lancio del vino de-alcolato parte dall’Italia</a> proviene da <a href="https://www.inpiazzanews.it">InPiazza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>gruppo</strong> <strong>Caviro ha tagliato il traguardo dei sessant’anni di attività</strong>. Un anniversario che coincide con una fase di deciso cambiamento per il comparto vitivinicolo, tra l’incognita dei <strong>dazi Usa</strong> e il <strong>debutto dei vini NoLo</strong> (acronimo di no alcol low alcol). Il presidente <strong>Carlo Dalmonte</strong> spiega in che modo il gruppo ha assicurato il reddito di migliaia di agricoltori in Italia per sei decenni e delinea le strategie per il futuro, a pochi giorni dall’apertura di <strong>Vinitaly Verona 2026</strong>.</p>
<h5><strong>Qual è il significato di questo sessantesimo per la vostra identità e per le persone che hanno attraversato la storia del gruppo?</strong></h5>
<p>“Sessant’anni sono un compleanno che serve a dare merito a chi ha avviato e portato avanti con successo questa cooperativa. Se Caviro è un riferimento per il settore del vino in Italia, lo si deve a chi lo ha amministrato in tutti questi anni, nei periodi buoni e in quelli difficili. L’identità del nostro gruppo si fonda sulla capacità di dare reddito ai viticoltori e sulla capacità di aver reso il nostro vino un ambasciatore dell’Italia all’estero. Il nostro vino è un bene di tutti e per il futuro lavoreremo perché continui ad essere soprattutto un alimento che accompagna la quotidianità e non solo le grandi occasioni. Perché difendere questo modo di comprendere il vino significa difendere un’intera filiera”.</p>
<h5><strong>La guerra in Medio Oriente sta avendo ripercussioni sulla vostra attività?</strong></h5>
<p>&#8220;La guerra in Medio Oriente non ha avuto ripercussioni dirette sulle nostre esportazioni perché è un’<strong>area di mercato tutto sommato marginale per il vino</strong>. Subiamo purtroppo il repentino rincaro dei fattori della produzione che dipendono in larga parte dai <strong>costi del carburante</strong> e quindi dei trasporti. Questo peserà sull’andamento. Forti anche le ripercussioni dei <strong>dazi americani</strong>: i dati di fine 2025 mostrano in che modo le vendite sono state penalizzate e per noi è un fatto piuttosto grave perché gli Stati Uniti sono il primo mercato al mondo di vino e, per Caviro, il terzo per esportazione&#8221;.</p>
<h5><strong>A Vinitaly ci sarà il lancio ufficiale dei vostri vini de-alcolati. Cosa vi aspettate da questo nuovo segmento?</strong></h5>
<p>&#8220;Sì, dopo un lungo iter autorizzativo, è finalmente <strong>partita la produzione del nostro settore NoLo</strong>. Per Caviro si tratta di un investimento importante e dell’ingresso in un mercato totalmente nuovo. Avviare la produzione è un grande passo per noi, perché fino a oggi in Italia si è assistito a un paradosso: i vini NoLo italiani presenti nei supermercati venivano de-alcolati all’estero. Ora siamo pronti a farlo nel nostro paese&#8221;.</p>
<h5><strong>In questo contesto, che ruolo gioca un marchio storico come Tavernello?</strong></h5>
<p>“Tavernello è in pieno rilancio. In questo 2026 abbiamo affiancato al restyling del packaging un <strong>rinnovamento complessivo del brand</strong>, con l’obiettivo di aprirci a nuovi target di mercato. Lo facciamo insieme a un testimonial di spessore come <strong>Nino Frassica</strong>, mantenendo la nostra identità di vino degli italiani da oltre 40 anni: un prodotto controllato che, pur rinnovandosi nella forma, continua a rappresentare l’idea del vino per tutti i giorni.”</p>
<h5><strong>Qual è il primo obiettivo per il prossimo decennio del gruppo?</strong></h5>
<p>“L’obiettivo resta quello di valorizzare il prodotto della base sociale. Per una cooperativa come la nostra stare sul mercato vuol dire garantire reddito e remunerare il lavoro di chi è in campo. Siamo i rappresentanti di persone che lavorano quotidianamente con passione e competenza, e la nostra missione è continuare a garantire loro la sostenibilità economica”.</p>
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		<title>Rimini, progetti artistici e culturali di Made Officina Creativa</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/territorio/rimini/progetti-artistici-culturali-made-officina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 09:55:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Rimini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.inpiazzanews.it/?p=20786</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dallo spettacolo “Ogni bellissima cosa” al nuovo film su Santa Clelia Barbieri, fino alle anticipazioni sul prossimo Meeting</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il settore culturale esplora nuove sinergie, definendo un perimetro d’azione che supera la dimensione artistica e si apre alla cura e al benessere della persona e della comunità. <strong>Otello Cenci</strong>, regista, sceneggiatore e presidente di <strong>Made Officina Creativa</strong> di Rimini, racconta in che modo la cooperativa sta <strong>affrontando il tema del welfare culturale e quali sono i progetti in corso</strong>: dagli spettacoli pensati per luoghi non convenzionali, alla nuova produzione cinematografica su Clelia Barbieri, fino ai preparativi per il prossimo Meeting di Rimini.</p>
<h5><strong>Lo spettacolo “Ogni bellissima cosa” con Mauro Pierro da lei diretto è nella fase di distribuzione. Ci può raccontare come è nato?</strong></h5>
<p>“Lo spettacolo nasce per il <strong>Festival di Teatro popolare di San Miniato</strong> e si inserisce nel percorso che stiamo sviluppando sul tema del <strong>welfare culturale</strong>. Al centro della narrazione c’è il disagio personale, ma il testo tratta questa tematica in maniera acuta, ironica e coinvolgente, così da renderlo adatto a qualsiasi tipo di pubblico. Per questo abbiamo pensato a un allestimento agile che permette la sua rappresentazione in qualsiasi contesto: dai teatri alle biblioteche, da un giardino a una sala convegni, fino a un’abitazione privata. Ci sta a cuore che le arti performative possano incontrare le persone nei loro luoghi di vita, generando occasioni di confronto su tematiche essenziali, spesso escluse o trascurate nelle conversazioni quotidiane più convenzionali”.</p>
<h5><strong>Ha citato il welfare culturale. Come si definisce questo ambito e quali sono le applicazioni pratiche che state seguendo?</strong></h5>
<p>“Come Made Officina Creativa abbiamo presentato ufficialmente questo tema all’<strong>edizione 2025 di Culturiamo</strong> e, nei mesi successivi, abbiamo intrapreso un percorso formativo insieme al Cultural Welfare Center di Torino e altri esperti in ambito nazionale. In Italia è un tema ancora in fase embrionale, mentre è già riconosciuto e largamente utilizzato in paesi come Australia, Inghilterra e Canada.<strong> L’Organizzazione Mondiale della Sanità</strong> ha evidenziato come le<strong> esperienze culturali e artistiche possano incidere in modo significativo sul benessere delle persone e delle comunità</strong>. In questo quadro, in diversi contesti internazionali le pratiche culturali vengono progressivamente integrate nei percorsi di cura e accompagnamento, anche attraverso forme di collaborazione con il sistema sanitario. È una prospettiva che riconosce all’esperienza artistica un valore non accessorio, ma costitutivo della qualità della vita. In questo senso, l’arte non si limita a rappresentare la realtà, ma contribuisce a trasformare lo sguardo con cui la persona conosce sé stessa e il mondo”.</p>
<h5><strong>In che modo Made Officina Creativa lavora a sostegno del welfare culturale?</strong></h5>
<p>“Oggi ogni nostra produzione artistica tiene conto di questa dimensione e si orienta a considerare la persona nella sua interezza. Le <strong>arti performative diventano così uno strumento per attivare relazioni, consapevolezza e partecipazione culturale</strong>, generando valore umano e sociale. In questi mesi, inoltre, stiamo lavorando specificatamente con il <strong>consorzio Solco</strong> a un bando nazionale per <strong>realizzare percorsi di arti performative rivolti a persone con disabilità fisica o psichica</strong>, con l’obiettivo di costruire esperienze autenticamente inclusive”.</p>
<h5><strong>Sul fronte cinematografico, avete dei progetti in cantiere?</strong></h5>
<p>“Siamo impegnati nella scrittura di un <strong>film dedicato a Clelia Barbieri</strong>, nota come Clelia delle Budrie, Santa di San Giovanni in Persiceto e fondatrice dell’ordine delle Suore Minime dell’Addolorata. La pellicola racconterà la storia di una giovane donna vissuta tra il 1847 e il 1870 che, in soli 23 anni di vita, ha lasciato un segno profondo nel tessuto sociale del suo tempo, dando origine a un’esperienza femminile capace di incidere concretamente nella vita delle persone e della comunità. Stiamo ultimando i bandi e la sceneggiatura per avviare le riprese a settembre, con l’<strong>obiettivo di presentare il film a febbraio 2027</strong>”.</p>
<h5><strong>Quali sono i prossimi appuntamenti legati al Meeting di Rimini?</strong></h5>
<p>“L’<strong>11 maggio</strong>, presso il Teatro Galli di Rimini alle 21, si terrà l’<strong>anteprima della 47° edizione del Meeting</strong>. In questa occasione, attraverso un evento unico, sarà svelato in anteprima il programma degli spettacoli e delle mostre per cui lavoriamo da ottobre. In parallelo, abbiamo recentemente lanciato la sesta edizione del <strong>Meeting Music Contest</strong>, un concorso promosso dal Meeting di Rimini in collaborazione con il <strong>Mei</strong> &#8211; Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza &#8211; e <strong>Made Officina Creativa</strong>. L’iniziativa coinvolge ogni anno centinaia di giovani artisti e band emergenti, offrendo loro un percorso di confronto e crescita attraverso l’incontro con professionisti e maestri del settore”.</p>
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		<title>Cooperazione sociale al bivio: “Serve un cambio di prospettiva”</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/in-evidenza/sociale/cooperazione-sociale-bivio-cigno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 08:39:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parla Anna Grazia Giannini, direttrice e socia fondatrice della cooperativa sociale Il Cigno di Cesena, da 40 anni punto di riferimento per l’assistenza alle persone anziane in Romagna</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da più di 40 anni la <strong>cooperativa sociale Il Cigno</strong> di Cesena è in prima linea per offrire assistenza e cura alle persone anziane della Romagna, e non solo. “Il Cigno è nata a Sarsina nel 1985 come cooperativa di produzione lavoro, dal momento che l’istituto della cooperativa sociale ancora non esisteva &#8211; spiega <strong>Anna Grazia Giannini, direttrice e socia fondatrice</strong> -. L’idea fu di un gruppo di giovanissime: alcune avevano partecipato a un corso Irecoop per Assistenti di base (oggi Oss) e io ero la coordinatrice del corso. Ciò che ci ha distinto e che ci guida anche oggi sono: <strong>valori solidi, integrità nelle scelte, responsabilità nelle azioni e centralità della persona</strong>. Abbiamo brevettato un metodo basato sull’analisi e il monitoraggio alla continua ricerca di nuove soluzioni e del miglioramento continuo”.</p>
<p>Una formula che ha funzionato dal momento che la cooperativa dà lavoro oggi a <strong>650 persone</strong>, di cui il <strong>75% donne</strong> e il <strong>18% di origine straniera</strong>, e assiste ogni giorno 1400 persone in Romagna (prevalentemente Forlì, Cesena e Rimini) ma anche in Lazio, Veneto e Lombardia. <strong>La specializzazione è nell’area anziani, con</strong> <strong>9 case di riposo gestite</strong>, e nell’assistenza a persone senza fissa dimora. “A Roma, in particolare, abbiamo tre tendostrutture e un immobile destinati all’accoglienza di persone che hanno perso il domicilio: stranieri appena arrivati in Italia ma anche cittadini italiani che, per una serie di eventi sfortunati, si ritrovano senza lavoro e senza casa. Abbiamo avviato questa attività &#8211; ricorda &#8211; nell’anno del Giubileo poi il Comune di Roma ha deciso di mantenere i progetti in modo strutturale”.</p>
<p>Un’altra cosa che ha contraddistinto Il Cigno, che muove un volume d’affari di <strong>30 milioni di euro</strong>, è il fatto di aver investito a sostegno del welfare del territorio, al fianco delle istituzioni. “<strong>In 40 anni</strong> &#8211; spiega la direttrice &#8211; <strong>abbiamo investito 27 milioni di euro per realizzare nuove case di riposo</strong>. Abbiamo cominciato tanti anni fa con la realizzazione dell’asilo nido Piccole Stelle a Cesena, in sinergia con il pubblico, poi ci siamo concentrati sulle case di riposo. In questi giorni ci stanno consegnando l’ultima struttura realizzata”.</p>
<p>Rispetto alle problematiche che stanno interessando il mondo della cooperazione sociale &#8211; <strong>carenza di personale, bisogni in aumento, accreditamento dei servizi</strong> &#8211; l’analisi della direttrice del Cigno punta dritto alla radice del problema: “La questione principale è che la cooperazione sociale viene considerata, o usata, come un sostituto della pubblica amministrazione laddove questa non ne sostiene più i costi. Questo modo di pensare toglie dignità al nostro lavoro. <strong>Sarebbe necessario un cambio di prospettiva</strong> e la cooperazione sociale dovrebbe essere coinvolta, partecipare con l’ente pubblico alla costruzione di una risposta ai bisogni del territorio”.</p>
<p>Questo tipo di prospettiva ha probabilmente inciso anche sull’acuirsi di problematiche, come quella della carenza di personale: “Dal 2020 soffriamo a causa della mancanza di operatori e, spesso, siamo considerati una palestra, un periodo di prova prima di entrare nella pubblica amministrazione &#8211; aggiunge Giannini -. Il fatto è che, oltre alle differenze di Ccnl, da noi si corre tanto mentre nel pubblico i ritmi sono diversi. Bisognerebbe rivedere i parametri assistenziali per fare in modo che questo lavoro diventi più sostenibile”.</p>
<p>“Anche perché &#8211; aggiunge la direttrice &#8211; <strong>da un lato crescono i bisogni delle persone e delle famiglie, dall’altro mancano gli operatori</strong>. Occorre trovare il modo di colmare questo gap”.</p>
<p>Una soluzione potrebbe arrivare dalle persone migranti ma anche qui i problemi non mancano: riconoscimento delle qualifiche, problemi nell’integrazione, abitazioni che non si trovano. “Ad oggi abbiamo alcuni appartamenti che mettiamo a disposizione di nostri operatori ma non basta. Anche in questo caso <strong>la soluzione non può che arrivare dalle istituzioni</strong>: è necessario &#8211; conclude Giannini &#8211; creare dei corridoi, sostenere l’integrazione sul territorio e lavorare per risolvere la carenza di alloggi”.</p>
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		<title>Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, il Gruppo Amadori protagonista</title>
		<link>https://www.inpiazzanews.it/territorio/cesena/giornata-nazionale-del-made-in-italy-2026-il-gruppo-amadori-protagonista/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 08:48:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Agroalimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.inpiazzanews.it/?p=20778</guid>

					<description><![CDATA[<p>A Roma ha promosso un incontro sul valore della formazione professionale e dello sviluppo delle competenze nella filiera agroalimentare italiana</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.inpiazzanews.it/territorio/cesena/giornata-nazionale-del-made-in-italy-2026-il-gruppo-amadori-protagonista/">Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, il Gruppo Amadori protagonista</a> proviene da <a href="https://www.inpiazzanews.it">InPiazza</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della “Giornata Nazionale del Made in Italy” 2026, il <strong>Gruppo</strong> <strong>Amadori</strong> ha partecipato per il secondo anno consecutivo all’iniziativa promossa dal <strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong> promuovendo l’incontro <strong>“Dalla consapevolezza al saper fare: le competenze delle filiere Amadori”</strong>, ospitato nella Sala degli Arazzi di Palazzo Piacentini a Roma.</p>
<p>Al centro dell’appuntamento il tema strategico della <strong>formazione professionale </strong>e dello <strong>sviluppo delle competenze</strong> per l’industria agroalimentare, considerate non solo un patrimonio da salvaguardare, ma leve decisive per la competitività delle imprese e l’evoluzione del Made in Italy anche a livello internazionale.</p>
<p>In questo contesto, il Gruppo Amadori ha condiviso il proprio impegno nell’<strong>innovazione tecnologica delle filiere agroalimentari</strong> e nella <strong>valorizzazione dei talenti, </strong>attraverso le collaborazioni con atenei e istituti, e nella <strong>promozione di percorsi educativi rivolti ai più giovani</strong> col progetto “Piatto PRO”, confermando la centralità delle risorse umane nelle strategie di sviluppo del Gruppo.</p>
<p>L’incontro si è articolato in due sessioni. Il primo, “<strong>Settore agroalimentare: le competenze che servono, le persone che mancano</strong>”, ha affrontato il tema del mismatch tra domanda e offerta di figure chiave nel comparto, dai veterinari ai tecnologi alimentari, dai tecnici fino agli allevatori, per un settore sempre più informatizzato che richiede competenze trasversali: esperti in trasformazione digitale e “data analysis”, manager della sostenibilità e del benessere animale.</p>
<p>Sono intervenuti <strong>Gianluca Giovannetti</strong>, Direttore Generale Corporate del Gruppo Amadori e <strong>Giuseppe Blasi, </strong>Capo del Dipartimento delle politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.</p>
<p>Il secondo panel, “<strong>Competenze e salute: il contributo di Amadori nelle scuole</strong>”, ha posto l’attenzione sul valore dell’educazione alimentare come strumento di prevenzione e consapevolezza, raccontando il progetto “<strong>Piatto PRO”</strong>, realizzato dal Gruppo insieme a <strong>d&amp;f, </strong>partner specializzato in progetti di comunicazione verso il mondo della scuola.</p>
<p>L’iniziativa coinvolge da due anni oltre 2.000 classi delle scuole primarie italiane e insegna il valore del cibo e l&#8217;importanza di una nutrizione consapevole, grazie a materiale didattico-scientifico digitale e un format interattivo che coinvolge scolaresche e docenti. Sono intervenuti <strong>Matteo Conti</strong>, Direttore Centrale Marketing Strategico del Gruppo Amadori, e <strong>Giulio Saltarelli</strong>, Senior Account e Project Manager di d&amp;f.</p>
<p>L’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti del mondo politico e istituzionale, aziende del settore agroalimentare e business partner del Gruppo Amadori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.inpiazzanews.it/territorio/cesena/giornata-nazionale-del-made-in-italy-2026-il-gruppo-amadori-protagonista/">Giornata Nazionale del Made in Italy 2026, il Gruppo Amadori protagonista</a> proviene da <a href="https://www.inpiazzanews.it">InPiazza</a>.</p>
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