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25 anni di accoglienza nel ricordo di Novella Scardovi


25 anni di accoglienza nel ricordo di Novella Scardovi
Nel marzo 1996 si inaugurò la Casa d'accoglienza San Giuseppe e Santa Rita a Castel Bolognese: l'atto di nascita di una rete sociale oggi fondamentale per il territorio
Sono passati 25 anni da quando, il 17 marzo del 1996, la Casa di Accoglienza San Giuseppe e Santa Rita aprì le sue porte a Castel Bolognese, fortemente voluta dalla fondatrice, Novella Scardovi, e da suo marito Giuliano.
“Essendo una famiglia accogliente, Novella e Giuliano avevano già iniziato a ospitare persone in difficoltà nella loro casa - racconta Patrizia Loria di Casa Novella -. Il loro desiderio era di avere a disposizione un luogo più ampio, dove aiutare più persone, perché grande era il bisogno della comunità e del territorio”.

Poche settimane dopo, purtroppo, Novella morì in un incidente d'auto. “Quel tragico momento poteva rappresentare la fine di tutto, invece ha spinto i tanti amici che l'avevano sostenuta a portare avanti la visione e il desiderio di Novella - spiega ancora Loria -. Tutto quello che è stato realizzato in questi 25 anni di storia parla di lei, della sua fede, della sua idea di offrire alle persone in difficoltà l'affetto e la cura di una famiglia”.

È da queste radici, dunque, che ha preso vita la rete di Casa Novella, che oggi comprende numerose realtà sul territorio (come l'Associazione San Giuseppe e Santa Rita, la Cooperativa Educare Insieme e la Cooperativa Botteghe e Mestieri) specializzate nel dare risposte alle esigenze di accoglienza, lavoro ed educazione di persone in difficoltà. Una realtà che accoglie e coinvolge, ogni giorno, più di 100 persone.

“Il prossimo 8 maggio, nella cattedrale di Imola, il Vescovo Monsignor Giovanni Mosciatti celebrerà la Santa Messa preceduta da un momento commemorativo per Novella - anticipa Loria -. È un modo per onorare il suo ricordo e rinnovare la sua testimonianza, che continua a essere presente in tutto ciò che facciamo”.

A questo proposito è significativo ripercorrere le parole che la stessa Novella pronunciò 25 anni fa, il giorno dell'inaugurazione a Castel Bolognese: “Tutti chiedono perché [questa casa] è così bella. Io credo che la bellezza - io ho imparato a coglierla nella storia e nell'esperienza che sto vivendo - è proprio la fonte per la rinascita della persona, e la compagnia tra la gente è proprio quello di cui ciascuno ha bisogno. (…) Il filo conduttore è semplice: la persona deve sentirsi accolta, amata e stimata nel quotidiano. Qualcuno si chiede a cosa servirà questa casa. Ci siamo resi conto in questi anni che uno dei bisogni più grandi è proprio l'accoglienza. E noi faremo accoglienza a chi busserà alla nostra porta”.

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