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I servizi dedicati ai minori proseguono online, ma la speranza è di tornare presto in presenza


I servizi dedicati ai minori proseguono online, ma la speranza è di tornare presto in presenza
Riorganizzazzione e progetti delle cooperative sociali specializzate in servizi dedicati ai minori
Riorganizzazione è stato il leitmotiv che ha accompagnato l'ultimo anno vissuto dalle cooperative sociali specializzate in servizi dedicati ai minori. Dopo lo spaesamento iniziale del primo lockdown, dove in fretta e furia si era dovuto chiudere tutto, operatori ed educatori hanno rimodulato i servizi cercando di seguire i bambini e i ragazzi anche a distanza, o in piccoli gruppi in presenza.

Il Millepiedi
“Con lo scattare della zona arancione scuro e poi rossa siamo tornati a gestire online i nostri servizi di supporto, sostegno e appoggio a minori adolescenti anche in condizioni di fragilità - racconta Erika Zaghini, direttrice Area minori de Il Millepiedi -. I ragazzi appaiono stanchi e impazienti di tornare in presenza, cosa che speriamo di poter fare dopo Pasqua”.
Il Millepiedi svolge diverse attività in favore delle nuove generazioni, dall'infanzia all'adolescenza. Tra i servizi dedicati agli adolescenti spiccano il Centro giovani Casa Pomposa di Rimini e l'Educativa di strada svolto nei comuni della Valmarecchia. “Casa Pomposa è lo spazio storico dei giovani riminesi - spiega Zaghini -, un luogo in cui possono incontrarsi e partecipare a numerose attività ricreative e culturali. Ospitiamo giovani di diverse fasce d'età e con storie diverse. Dalla riapertura dopo il lockdown del 2020 abbiamo lavorato sempre in presenza, fino ad adesso, organizzando piccoli gruppi per evitare assembramenti. Questo ha portato qualche vantaggio, perché siamo riusciti a seguire maggiormente i ragazzi, soprattutto quelli che manifestano il bisogno di uno spazio e di un rapporto più intimo. Cerchiamo di fare tutto questo anche online, il problema è che a distanza si fa ancora più fatica ad ‘agganciare' i ragazzi che già avevano difficoltà a frequentare. Questo lo riscontriamo in tutti i servizi che gestiamo. Alcuni adolescenti non li vediamo proprio e altri ci vengono inviati dai servizi sociali durante questi giorni in cui siamo solo online, per cui diventa difficile instaurare una relazione. Ci sono momenti, online, in cui il tempo passa soltanto facendo un po' di chiacchiere; situazioni in cui emerge un senso di solitudine grande e la voglia di uscire da questa condizione”.

Sacra Famiglia
La cooperativa Sacra Famiglia si occupa di seguire bambini e ragazzi del territorio faentino nelle attività di dopo scuola e aiuto compiti e in attività che evitino la dispersione scolastica. “Da settembre del 2020 siamo potuti tornare a gestire le nostre attività in presenza - spiega l'operatrice della cooperativa Angela Miserocchi -. Ciò che emergeva dagli sguardi di tutti era la voglia di tornare a stare insieme, nonostante la fatica per i mesi di lockdown che ci eravamo lasciati alle spalle. Abbiamo riorganizzato i servizi secondo la regole dei piccoli gruppi e devo dire che questo aspetto si è rivelato un valore aggiunto perché la relazione e l'attenzione tra educatori e ragazzi è maggiore”.
Da quando la Romagna si è svegliata arancione scuro le attività della Sacra Famiglia si sono trasferite online. “Quest'anno siamo stati più pronti a riorganizzare velocemente il tutto online. Anche qui organizziamo piccoli gruppi, anche con rapporto uno a uno se serve. I nostri ragazzi stanno reagendo bene per adesso, nonostante le difficoltà anche oggettive di connessione e organizzazione degli spazi domestici. Agli adolescenti delle scuole superiori stiamo dedicando un'attenzione in più, anche per le progettazioni future, perché pensiamo che in quest'ultimo anno l'abbiamo ‘pagata più cara'. Con alcuni di loro stiamo interagendo online andando, a volte, oltre l'aiuto scolastico e cercando di concentrarci su aspetti di natura relazionale. La relazione, soprattutto quella tra pari, è l'aspetto che è venuto di più a mancare a queste generazioni. La sorpresa di noi educatori è vedere che comunque c'è la voglia di esserci e di recuperare quanto si è perso”.

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