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Cofmo: la contrazione dei consumi e l'aumento dei costi pesano su famiglie e imprese


 La storica cooperativa che opera al Centro agroalimentare stringe i denti e continua ad investire
 Sono nati come cooperativa di facchinaggio per il Mercato ortofrutticolo di Rimini, poi sono approdati anche al Centro agroalimentare riminese (Caar) dove hanno la sede; nel tempo è aumentata l'attività di trasporto anche in outsourcing e si sono aggiunte attività accessorie come quelle di sorveglianza. Ma il core business di Cofmo, acronimo di Cooperativa facchini mercato ortofrutticolo, rimane il lavoro di facchinaggio, con tutte le attività connesse di carico e scarico, stoccaggio e movimentazione merci, da cui deriva l'80% del fatturato. 
“Cofmo è partita nel 1980 - precisa il presidente Emanuele Bollini, in carica dal 2018, arrivato giovanissimo in cooperativa -. Siamo specializzati nel settore dell'ortofrutta, ovviamente per la nostra origine. Negli anni abbiamo ampliato significativamente l'attività di trasporto, che si è affiancata a quella storica di facchinaggio. Al Caar lo scorso anno abbiamo vinto un bando che ci garantisce lavoro per altri 5 anni”. 
Oggi Cofmo impiega 45 persone, 21 di queste sono soci lavoratori, molti dei quali sono giovani. Di recente diversi soci storici della cooperativa sono andati in pensione e sono stati inseriti nuovi soci: “Possiamo dire di essere impegnati in un ricambio societario generazionale importante”. 
Gli ultimi due anni hanno lasciato conseguenze pesanti sull'economia locale e anche Cofmo ne ha risentito.
“All'inizio della pandemia sembrava addirittura che il lavoro fosse aumentato, ma è stata una bolla - commenta Bollini -. Oggi vediamo una contrazione dei consumi che sta causando una riduzione delle movimentazioni. Nell'ultimo anno pesano significativamente gli aumenti dei costi di energia e di gasolio: purtroppo colpiscono anche le famiglie, che di conseguenza devono guardare al carrello della spesa con più attenzione. E la merce movimentata cala. Sentiamo un po' di sofferenza - continua -, per la prima volta dopo due decenni chiudiamo un bilancio più difficile”.
Tuttavia Cofmo rilancia, prevedendo nuovi investimenti soprattutto per attrezzature più performanti e per un impianto fotovoltaico. “Sono momenti duri, ma non ci fermiamo - conclude Bollini -. Speriamo di raccogliere i frutti di queste scelte nel prossimo futuro”.

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