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L'agricoltura che resiste


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Clima, mercati, agrofarmaci: le difficoltà non mancano, ma esistono diversi modi per affrontarle

Si avvicina la fine di un'altra annata agraria, in cui l'attività di Agrisol si è svolta con la massima concentrazione di uomini e mezzi, per non diminuire la qualità, ma anche la quantità dei servizi, sempre con occhio attento alle evoluzioni di mercato e dei mezzi tecnici utili alle coltivazioni. Purtroppo, nel secondo mese dell'anno è scoppiata una guerra non molto lontana da noi, che oltre alla tragedia umanitaria ha generato implicazioni sociali e politiche che coinvolgono tutti i paesi europei. Poi è arrivata la siccità, con massime di temperatura verso i 40 °C e un caldo sopra la media già dal mese di maggio. Allo stesso tempo, si sono scatenati nubifragi in molte aree del paese, comprese grandinate che hanno interessato anche le nostre zone d'attività.

E qui si torna in argomento con le questioni climatiche. Con i dati del 2022 (non ancora finito) purtroppo si conferma che la cosiddetta “stagionalità” storica è quasi sparita. Se continua così, l'aumento medio annuale della temperatura potrebbe essere maggiore del pronosticato +2 °C nei prossimi 60-80 anni. Intendiamoci, non vogliamo essere pessimisti, ma dobbiamo tenere gli occhi aperti, renderci conto che siamo già dentro al problema, riconoscere che i modelli di sviluppo finora percorsi non sono strati lungimiranti, e stabilire interventi e contromisure. Per esempio, durante l'anno i fiumi portano a mare quantitativi di acqua dolce superiori a quelli che servono all'uomo e alle attività produttive. Chiediamo da anni di favorire piccoli invasi aziendali, di puntare su una maggior ramificazione delle canalizzazioni di adduzione alle campagne, di rendere più efficaci le strutture dei consorzi di bonifica: in questo modo faremmo molto per il contrasto alla siccità, ma anche per il contenimento dei danni connessi ai nubifragi. Per razionalizzare l'uso dell'acqua (e anche dei fertilizzanti) Agrisol studia e consiglia da molti anni diversi sistemi, metodi e servizi, come la microirrigazione e la fertirrigazione.

Un altro tema da affrontare è l'uso razionale ed essenziale degli agrofarmaci in agricoltura. Il Regolamento sull'Uso Sostenibile degli agrofarmaci che subentrerà alla Direttiva 128/2009 (Pan) imporrà - così trapela dalla bozza - di ridurre del 50% i “pesticidi” entro il 2030. Praticamente si ragiona come se tutti fossero all'anno zero del tema e non si tiene conto di quello che molti hanno già fatto. Invece l'argomento è stato affrontato fin dalla fine degli anni '60, e oggi la difesa delle piante ha fatto notevoli passi in avanti, in quanto a riduzione dell'impatto ambientale, sicurezza degli alimenti e degli operatori. Ne sono un esempio l'inserimento di agrofarmaci sempre più naturali; l'introduzione di tecniche alternative come la confusione sessuale, le catture di massa, il lancio di insetti utili; l'uso di servizi a supporto della difesa, come i modelli previsionali; il miglioramento delle macchine distributrici e della stessa gestione degli agrofarmaci; le cautele nell'uso legate alle normative, che hanno ridotto da 1084 a circa 370 le sostanze attive utilizzabili in Europa. Bisognerà tenere conto di tutto questo, soprattutto per non affossare la buona volontà degli agricoltori.

Per quanto riguarda l'aumento dei prezzi dei mezzi tecnici, Agrisol ha cercato, fin dalla campagna precedente di calmierare il mercato. Resta il fatto che vari fattori e meccanismi di mercato indipendenti dalla buona volontà agricola non ci hanno certo agevolato, ma nonostante questo sono stati ottenuti diversi risultati. Come diciamo sempre: occorre guardare avanti, ma con i piedi per terra.


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